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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


28 febbraio 2009

Gioacchino Genchi

Ieri il blog ha pubblicato un'intervista a Gioacchino Genchi che accusa servizi segreti e politici di essere coinvolti nella morte di Falcone e Borsellino. Genchi non è uno qualunque. E' l'uomo che secondo lo psiconano ha intercettato 350.000 italiani. La più grande spia della Storia dopo Mata Hari. Sapevo - scrive Beppe Grillo - che le reazioni alle parole di Genchi, le più pesanti che io abbia mai sentito contro quello che ci ostiniamo a chiamare e pensare Stato, potevano essere solo due. Farlo passare per mitomane o il silenzio assoluto, mafioso, di tutti i giornali e i canali televisivi.


L'omertà ha prevalso. Nessuno ha visto e sentito. Non Mieli, non Riotta, non Mauro.


Il video di Genchi è il più visto su YouTube nelle ultime ventiquattro ore, ma nessun media nazionale ne ha riportato il contenuto. Un paradosso dell'informazione. Se chiudono la Rete, su questo Paese caleranno le tenebre. La Cupola dei Giornalisti è più forte, più coesa di Cosa Nostra. Genchi ha detto la verità, la controprova è che Genchi per i media non esiste, che i mandanti degli omicidi di Falcone e Borsellino non possono essere neppure nominati.


Genchi ha detto:
E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata.

Genchi era presente in via D'Amelio, ha visto il corpo carbonizzato di Borsellino, ha seguito le indagini sul segnale che ha innescato la bomba, non parla per sentito dire. Borsellino era minacciato, ogni domenica si recava da sua madre, ma lo Stato non riuscì neppure a isolare l'area di parcheggio di fronte al palazzo con una transenna.

Genchi non è l'unico a indicare nella strage di via D'Amelio la nascita della Seconda Repubblica. Antonio Ingroia, pm di Palermo:


La verità va cercata a ogni costo, io penso che la cosiddetta Seconda Repubblica ha i suoi pilastri nel sangue versato da tanti uomini dello Stato, magistrati e poliziotti.


Dalla sentenza della corte d'Assise di Caltanisetta del processo Borsellino ter:

Proprio per agevolare la creazione di nuovi contatti politici occorreva eliminare chi, come Borsellino, avrebbe scoraggiato qualsiasi tentativo di approccio con Cosa Nostra e di arretramento nell'attività di contrasto alla mafia, levandosi a denunciare, anche pubblicamente, dall'alto del suo prestigio professionale e dalla nobiltà del suo impegno civico, ogni cedimento dello Stato o di sue componenti politiche
.

Se l'informazione non esiste, facciamoci noi informazione. Ci vuole un nuovo CLN. Un Comitato di Liberazione Nazionale dell'informazione. Riportate sul vostro blog il testo dell'intervista di Genchi, traducetelo in tutte le lingue e inviatelo ai blog esteri che conoscete. Linkate il video da Youtube. Create i vostri video con le vostre analisi e conclusioni.


Loro non molleranno mai [ma gli conviene?]. Noi neppure.

Link map: archivio genchi|tube player|la terra desolata|exclusive clubs|ciò che disse il tuono|italiótai


27 febbraio 2009

Blueprint for our future

Il paradosso cui assistiamo in queste settimane non risiede nel fatto che Obama faccia l’Obama [cioè radicalizzi quanto anticipato ampiamente, prima nella corsa alla nomination democratica, poi nella campagna presidenziale]. Quello che sconcerta è il livore con cui i grandi sacerdoti del turbocapitalismo - mantenuto artificialmente in condizioni di nuocere gravemente, a tutti, per tutti gli 8 anni del non eletto presidente George W. Bush - si scaglino violentemente contro le politiche annunciate dal Presidente eletto.

Il cui obiettivo è titanico: porre riparo al più gigantesco deficit spending nella storia dell’economia moderna, alimentato dall’irresponsabilità di un sistema fuori controllo e dal furore ideologico dei citati iperliberisti smidollati. Tanto irresponsabile e tanto mostruoso da divorare in meno di un semestre il più gigantesco salvagente pubblico dalla crisi del ’29.

Orbene tali analisti imputano al neo-presidente USA esattamente quanto dovrebbero attribuire a sé stessi: l’esplosione del deficit federale oltre il 12% del PIL USA: 4 volte i parametri di Maastricht. Che Obama vorrebbe comprimere al 6% entro il 2013. Sempre che il Senato con minoranza di blocco repubblicana non si metta di traverso.

L’assioma in fondo è semplice: fronteggiare la crisi significa bruciare i tempi, cambiare agenda e – contemporaneamente - pompare liquidità nel sistema lasciato a secco dall’avidità miope e criminale di élites che avevano rinunciato ad un’etica purchessia. Di fatto progioniere di uno schema rovesciato: all’opacità di uno Stato in guerra permanente, a difesa di un assetto geopolitico tutto condizionato dagli interessi petroliferi, si sommava l’opacità del sistema finanziario privato, libero da vincoli normativi e controlli penetranti.

Complici e complicati da insormontabili conflitti d’interesse. Le società di rating remunerate fior di quattrini dalle holding su cui avrebbero dovuto vigilare, quali controllori indipendenti dell’investimento promosso, ad esempio, dagli operatori istituzionali dai fondi sovrani, dai venture capitalist e dai risparmiatori faidatè: strapagate per non vedere, hanno formulato per anni valutazioni fantasiose ed inattendibili. D’altra parte un mercato finanziario aperto e privo di regole è assolutamente difficile da interpretare e contenere entro indici pur sofisticati.

Fatto sta i sacerdoti del defunto iperliberismo a trazione petrolifera dovrebbero avere il buon gusto di tacere almeno per i prossimi 15 anni. Il tempo di maturazione di un’economia che abbandoni i parametri meramente quantitativi per avvicinarci ad assetti sostenibili tanto sul piano ambientale che su quello più squisitamente patrimoniale.


Link map
: welcome to obama for america|george w. era|deficit


22 febbraio 2009

II Sliding slope | la discesa scivolosa

di Benedetto XVI | 2 - continua

Ogni essere umano, dunque, è molto di più di una singolare combinazione di informazioni genetiche che gli vengono trasmesse dai genitori. La generazione di uomo non potrà mai essere ridotta a una mera riproduzione di un nuovo individuo della specie umana, così come avviene con un qualunque animale. Ogni apparire nel mondo di una persona è sempre una nuova creazione. Lo ricorda con profonda sapienza la parola del Salmo: Sei tu che hai creato le mie viscere e mi hai tessuto nel seno di mia madre... Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto [139,13.15].

 

Se si vuole entrare nel mistero della vita umana, quindi, è necessario che nessuna scienza si isoli, pretendendo di possedere l'ultima parola. Si deve condividere, invece, la comune vocazione per giungere alla verità pur nella differenza delle metodologie e dei contenuti propri a ogni scienza.

 

Il vostro convegno, comunque, non analizza solamente le grandi sfide che la genetica è tenuta ad affrontare; ma si estende pure ai rischi dell'eugenetica, pratica non certamente nuova e che ha visto nel passato porre in essere forme inaudite di autentica discriminazione e violenza. La disapprovazione per l'eugenetica utilizzata con la violenza da un regime di stato, oppure frutto dell'odio verso una stirpe o una popolazione, è talmente radicata nelle coscienze che ha trovato espressione formale nella Dichiarazione universale dei diritti delluomo.

 

Nonostante questo, appaiono ancora ai giorni nostri manifestazioni preoccupanti di questa pratica odiosa, che si presenta con tratti diversi. Certo, non vengono riproposte ideologie eugenetiche e razziali che in passato hanno umiliato l'uomo e provocato sofferenze immani, ma si insinua una nuova mentalità che tende a giustificare una diversa considerazione della vita e della dignità personale fondata sul proprio desiderio e sul diritto individuale. Si tende, quindi, a privilegiare le capacità operative, l'efficienza, la perfezione e la bellezza fisica a detrimento di altre dimensioni dell'esistenza non ritenute degne. Viene così indebolito il rispetto che è dovuto a ogni essere umano, anche in presenza di un difetto nel suo sviluppo o di una malattia genetica che potrà manifestarsi nel corso della sua vita, e sono penalizzati fin dal concepimento quei figli la cui vita è giudicata come non degna di essere vissuta.

 

È necessario ribadire che ogni discriminazione esercitata da qualsiasi potere nei confronti di persone, popoli o etnie sulla base di differenze riconducibili a reali o presunti fattori genetici è un attentato contro l'intera umanità. Ciò che si deve ribadire con forza è l'uguale dignità di ogni essere umano per il fatto stesso di essere venuto alla vita. Lo sviluppo biologico, psichico, culturale o lo stato di salute non possono mai diventare un elemento discriminante. È necessario, al contrario, consolidare la cultura dell'accoglienza e dell'amore che testimoniano concretamente la solidarietà verso chi soffre, abbattendo le barriere che spesso la società erige discriminando chi è disabile e affetto da patologie, o peggio giungendo alla selezione ed al rifiuto della vita in nome di un ideale astratto di salute e di perfezione fisica. Se l'uomo viene ridotto ad oggetto di manipolazione sperimentale fin dai primi stadi del suo sviluppo, ciò significa che le biotecnologie mediche si arrendono all'arbitrio del più forte. La fiducia nella scienza non può far dimenticare il primato dell'etica quando in gioco vi è la vita umana.

 

Confido che le vostre ricerche in questo settore, cari amici, possano continuare con il dovuto impegno scientifico e l'attenzione che l'istanza etica richiede su problematiche così importanti e determinanti per il coerente sviluppo dell’esistenza personale. È questo l’auspicio con cui desidero concludere questo incontro. Nell’invocare sul vostro lavoro copiosi lumi celesti, imparto a voi tutti con affetto una speciale Benedizione Apostolica.


21 febbraio 2009

Sliding slope | la discesa scivolosa

di Benedetto XVI

Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
Illustri Accademici,
Gentili Signori e Signore!

Mi è particolarmente gradito potervi ricevere in occasione della XV Assemblea ordinaria della Pontificia Accademia per la Vita. Nel 1994 il mio Venerato Predecessore Papa Giovanni Paolo II la istituiva sotto la presidenza di uno scienziato, il professor Jerôme Lejeune, interpretando con lungimiranza il delicato compito che avrebbe dovuto svolgere nel corso degli anni. Ringrazio il Presidente, mons. Rino Fisichella, per le parole con le quali ha voluto introdurre questo incontro, confermando il grande impegno dell'Accademia a favore della promozione e difesa della vita umana.

Da quando, nella metà dell'Ottocento, l'abate agostiniano Gregorio Mendel, scopri le leggi dell'ereditarietà dei caratteri, tanto da essere considerato il fondatore della genetica, questa scienza ha compiuto realmente passi da gigante nella comprensione di quel linguaggio che sta alla base dell'informazione biologica e che determina lo sviluppo di un essere vivente. È per questo motivo che la genetica moderna occupa un posto di particolare rilievo all'interno delle discipline biologiche che hanno contribuito al prodigioso sviluppo delle conoscenze sull'architettura invisibile del corpo umano e i processi cellulari e molecolari che presiedono alle sue molteplici attività.

La scienza è giunta oggi a svelare sia differenti meccanismi reconditi della fisiologia umana sia processi che sono legati alla comparsa di alcuni difetti ereditabili dai genitori come pure processi che rendono talune persone maggiormente esposte al rischio di contrarre una malattia. Queste conoscenze, frutto dell'ingegno e della fatica di innumerevoli studiosi, consentono di giungere più facilmente non solo a una più efficace e precoce diagnosi delle malattie genetiche, ma anche a produrre terapie destinate ad alleviare le sofferenze dei malati e, in alcuni casi, perfino a restituire loro la speranza di riacquistare la salute. Da quando, inoltre, è disponibile la sequenza dell'intero genoma umano anche le differenze tra un soggetto ed un altro e tra le diverse popolazioni umane sono diventate oggetto di indagini genetiche che lasciano intravedere la possibilità di nuove conquiste.

L'ambito della ricerca rimane anche oggi molto aperto e ogni giorno vengono dischiusi nuovi orizzonti ancora in larga parte inesplorati. La fatica del ricercatore in questi ambiti così enigmatici e preziosi richiede un particolare sostegno; per questo la collaborazione tra le differenti scienze è un supporto che non può mai mancare per approdare a risultati che siano efficaci e nello stesso tempo produttori di autentico progresso per l'umanità intera. Questa complementarità permette di evitare il rischio di un diffuso riduzionismo genetico, incline a identificare la persona esclusivamente con il riferimento all'informazione genetica e alle sue interazioni con l'ambiente. È necessario ribadire che l'uomo sarà sempre più grande di tutto ciò che forma il suo corpo; egli, infatti, porta con sé la forza del pensiero, che è sempre tesa alla verità su di sé e sul mondo.

Ritornano, cariche di significato, le parole di un grande pensatore che fu anche valente scienziato, Blaise Pascal: L'uomo non è che un giunco, il più debole nella natura, ma è un giunco pensante. Non occorre che l'universo intero si armi per schiacciarlo; un vapore, una goccia d'acqua è sufficiente per ucciderlo. Ma quand'anche l'universo intero lo schiacciasse, l'uomo sarebbe pur sempre più nobile di ciò che lo uccide, perché egli sa di morire e conosce la superiorità che l'universo ha su di lui; l'universo invece non ne sa nulla [Pensieri, 347].

1 - continua


17 febbraio 2009

Il perdente di successo

Così Giampaolo Pansa definiva Uolter, issato sul ponte di comando di Roma Capitale. Stavolta il perdente ha inanellato insuccessi ben oltre le sue pur rilevanti responsabilità.

Fondamentalmente non aver compreso che dopo la
disunione di lotta e d’arretramento occorreva una cesura netta, non di facciata, con le cattive abitudini della pessima classe digerente sopravvissuta agli isterismi del secondo governo Prodi.

La sua sarebbe stata una strategia perfetta ove la vittoria di Silvio Berlusconi fosse stata contenuta e non così prevedibilmente ampia. Ora Berlusconi applica alla lettera una regola aurea del machiavellismo: i nemici o si vezzeggiano o si uccidono. E lui, a differenza dei tremuli dilettanti post-comunisti, dei nemici fa
strame.

Terzo insegnamento. Anche questo prevedibile. Lo strapotere mediatico ha issato un illustre sconosciuto alla presidenza della Regione Sardegna. Un po’ Caligola, Berlusconi nomina senatore|prefetto un cavallo. Il suo cavallo, nemmeno di razza. Un mezzosangue, al più. Ma non è questa la quaestio.

Il mezzosangue stravince con un programma ancien régime su una proposta obamiana, tutta giocata sul futuro e sulla valorizzazione delle risorse immateriali: le competenze, l’ambiente, la sostenibilità energetica, la speranza.

Qui la sconfitta è del Paese, se ancora ne esiste uno e continua a chiamarsi Italia. Non di
Renato Soru, non più fallito di Silvio Berlusconi, indebitato fino al collo ed anche più su, all’atto del suo disperato ingresso in politica. Che ha fruttato molto. Molto più di qualunque suo altro investimento precedente, in regime di monopolio. Legale ed illegale.


16 febbraio 2009

II L'etica di fronte alla vita vegetale

Di don Vito Mancuso | 2 - continua

A questo punto però sento la voce di Benedetto XVI che rimprovera questa mia prospettiva di
relativismo in quanto privilegia la libertà del singolo a scapito della verità oggettiva.

È mio dovere cercare di rispondere e lo faccio ponendo una domanda: Dio ha voluto oppure no l’incidente stradale del 18 gennaio 1992 che ha coinvolto Eluana? A seconda della risposta discende una particolare teologia e una particolare etica. Io rispondo che Dio non ha voluto l' incidente. L’incidente, però, è avvenuto. In che modo allora il mio negare che Dio abbia voluto l’incidente non contraddice il principio dell’onnipotenza divina? Solo pensando che Dio voglia sopra ogni cosa la libertà del mondo, e precisamente questa è la mia profonda convinzione. Il fine della creazione è la libertà, perché solo dalla libertà può nascere il frutto più alto dell’essere che è l’amore. Ne viene che la libertà è la logica della creazione e che la più alta dignità dell’uomo è l’esercizio della libertà consapevole deliberando anche su di sé e sul proprio corpo.

È verissimo che la vita è un dono di Dio, ma è un dono totale, non un dono a metà, e Dio non è come quelli che ti regalano una cosa o ti fanno un favore per poi rinfacciartelo in ogni momento a mo' di sottile ricatto. Vi sono uomini di Chiesa che negano al singolo il potere di autodeterminazione. Perché lo fanno? Perché ospitano nella mente una visione del mondo all' insegna non della libertà ma dell' obbedienza a Dio, e quindi sono necessariamente costretti se vogliono ragionare [cosa che non sempre avviene, però] a ricondurre alla volontà di Dio anche l’incidente stradale di Eluana.

Delle due infatti l’una: o il principio di autodeterminazione è legittimo perché conforme alla logica del mondo che è la libertà [e quindi l’incidente di Eluana non è stato voluto da Dio]; oppure il principio di autodeterminazione non è legittimo perché la logica del mondo è l'obbedienza a Dio [e quindi l’incidente è stato voluto da Dio]. Tertium non datur. Per questo io ritengo che la deliberazione della libertà sulla propria vita non solo non sia relativismo, ma sia la condizione per essere conformi al volere di Dio.

Il senso dell’esistenza umana è una continua ripetizione dell’esercizio della libertà, a partire da quando abbiamo mosso i primi passi, con nostra madre dietro, incerta se sorreggerci o lasciarci, e nostro padre davanti, pronto a prenderci tra le sue braccia. In questa prospettiva ricordo alcune parole del cardinal Martini: «È importante riconoscere che la prosecuzione della vita umana fisica non è di per sé il principio primo e assoluto. Sopra di esso sta quello della dignità umana, dignità che nella visione cristiana e di molte religioni comporta una apertura alla vita eterna che Dio promette all’uomo. Possiamo dire che sta qui la definitiva dignità della persona... La vita fisica va dunque rispettata e difesa, ma non è il valore supremo e assoluto».

Il valore assoluto è la dignità della vita umana che si compie come libertà. Sarebbe un immenso regalo a questa nazione lacerata se qualche esponente della gerarchia ecclesiastica seguisse l'esempio della saggia scuola democristiana di un tempo esortando gli smemorati politici cattolici dei nostri giorni al senso della laicità dello stato. Li aiuterebbe tra l’altro a essere davvero quanto dicono di essere, il partito della libertà. Che lo siano davvero e la garantiscano a tutti, così che ognuno possa vivere la sua morte nel modo più conforme all'intera sua vita.


15 febbraio 2009

L'etica di fronte alla vita vegetale

Di don Vito Mancuso

Se le circostanze non fossero tragiche, si potrebbe dire alla Chiesa gerarchica dei nostri giorni, con una leggera ironia e una pacca sulla spalla: Dio esiste ma non sei tu, rilassati. Il problema infatti è anzitutto nervoso. Riguarda il controllo dei sentimenti e delle passioni. Un controllo che la direzione spirituale sapeva insegnare agli uomini di Chiesa di un tempo, e che invece oggi sembra smarrito.

Assistiamo allo spettacolo di una Chiesa isterica: che non è amareggiata ma arrabbiata, che non parla ma grida, anzi talora insulta, che non suggerisce ma ordina, che non critica ma impone alzando la voce, o facendo pressioni su chi tiene il bastone del comando. Non discuto la buona intenzione di combattere per la giusta causa, mi permetto però di dubitare sullo stile e più ancora sull'efficacia evangelizzatrice di tale battaglia. L’unico cardinale che ha pronunciato parole sagge e coraggiose è stato Giulio Andreotti, quando ha giudicato il decreto governativo un’indebita invasione nella sfera privata delle persone. Andreotti è uno dei rari cattolici che ancora ricorda e pratica la capitale distinzione tra etica e diritto, che è, a mio avviso, il punto decisivo di tutta la questione.

Personalmente ero contrario all'interruzione dell’idratazione di Eluana. Se mi trovassi io a vivere una condizione del genere [o peggio ancora uno dei miei figli] vorrei che mi si lasciasse al mio posto di combattimento nel grande ventre della vita anche con la sola vita vegetale: nessun accanimento terapeutico, ma vivere fino in fondo la vita lasciandomi portare dall'immenso respiro dell'essere, secondo la tradizionale visione della morale della vita fisica non solo del cattolicesimo ma anche delle altre grandi tradizioni spirituali. Chissà poi che cosa significa
vita vegetale: da precisi esperimenti è risaputo che anche le piante provano emozioni, e reagiscono con fastidio a un certo tipo di musica e con favore a un altro [dicono che la preferita sia la musica sacra indù della tradizione vedica]. La vita vegetale è una cosa seria, ognuno di noi la sta vivendo in questo momento, basta considerare la circolazione del sangue, il metabolismo, il sistema linfatico.

Il fatto, però, è che non si trattava di me, ma di Eluana, e che ciò che è un valore per me, non lo era per lei. Una diversa concezione della vita produce una diversa etica, e da una diversa etica discende una diversa modalità di percepire e di vivere le situazioni concrete, così che ciò che per uno può essere edificazione, per un altro si può trasformare in tortura. Si pensi alla castità, alla clausura, al martirio e ad altri valori religiosi, che per alcuni non sono per nulla valori ma un incubo spaventoso solo a pensarli. Il padre di Eluana ha lottato per liberarla da ciò che per lei era una tortura, ed è probabile che la conoscesse un po' meglio del ministro Sacconi e del cardinal Barragan. Grazie allo stato di diritto, alla fine l’ha liberata. Io non sono d' accordo? È un problema mio, non si trattava di me, ma di lei. Tutto molto semplice, come sempre è semplice la verità.

Ora aspettiamo una legge sul testamento biologico, e io penso che il compito dello Stato sia precisamente quello di produrre, a partire dalle diverse etiche dei cittadini, una legge ove tutti vedano riconosciuta la possibilità di vivere e di morire secondo la propria concezione del mondo. Se lo Stato fa questo, realizza la giustizia, che, com’è noto, consiste nel dare a ciascuno il suo. La distinzione tra etica e diritto è decisiva.

1 - continua


14 febbraio 2009

That's ammore?

[ click | Quando Maisie Roxanne è stata concepita - per una sola notte di sesso non protetto scrive il Sun - il suo baby-papà Alfie aveva ancora dodici anni. E tuttavia, d'accordo con la fidanzatina, ha pensato che fosse giusto che Chantelle portasse avanti la gravidanza] 

Alfie, Chantelle, Maisie Roxanne fotografati insieme

Il tredicenne Alfie, residente a Eastbourne, è diventato padre quattro giorni fa scrive il Sun. «La sua ragazza, la 15enne Chantelle, ha dato alla luce Maisie Roxanne» in un ospedale dell'East Sussex, una contea dell'Inghilterra sud-orientale, spiega ancora il tabloid. «Volevamo avere questa bambina», avrebbero spiegato i due ragazzini-genitori al giornalista del Sun che li ha intervistati.

Link mapmaisie roxanne|cronache|that's amore


13 febbraio 2009

Gran Premio Vauro 2009

[ click | ”L’unificazione di Forza Italia con An non ha finora sortito alcun beneficio sotto il profilo della concordia - scrive oggi Vittorio Feltri, uno dei boiachimolla della destra razzista ed impresentabile -, nonostante nelle dichiarazioni di facciata il PdL sostenga il contrario. I fatti sono questi: impegnati nelle beghe di ballatoio, i partiti della pur vasta maggioranza oltre a non fare niente, bloccano quel poco che, nelle more, il premier riesce a promuovere]

All'elezione di Obama, il 5 novembre scorso, Maurizio Gasparri aveva commentato al GR3: «Sulla lotta al terrorismo internazionale vedremo Obama alla prova, perché questo è il vero banco di prova. Gli Stati Uniti sono la democrazia di riferimento, portatrice di valori minacciati dal terrorismo e dal fondamentalismo islamico. Su Obama gravano molti interrogativi; con Obama alla Casa Bianca forse Al Qaeda è più contenta»

«Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini». È durissimo il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri [colto fedelmente da Vauro] nei confronti della puntata di ieri di Annozero.

«Gente così - incalza Gasparri - offende la verità, alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene. L'insulto è la loro regola. Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano».

Link map: bastardi|infeltriti|gasparri|marcorè|0,01 %


12 febbraio 2009

Eluana ancòra

[ click | ”Se non si avverte una cocciuta e divampante resistenza come parte della tragedia, se i cristiani sono costretti dalla parte dello spettatore o consegnati a un florilegio di retoriche o a una presenza orante ma non potente, sono guai.


Questa frase - non vi dico di chi è, per ora -, al netto di successive considerazioni che l'autore fa sulla forza della
invisibilità cristiana, e intendendo qui con potente non tanto il potere della gerarchia e dell'istituzione, quanto quello della promozione culturale, della persuasione anche pubblica, dello sforzo educativo e della capacità di condizionamento che ne proviene, mi ha fatto riflettere e subito pensare a voi ]


A Paluzza, un momento dei funerali di Eluana Englaro, celebrati con rito cattolico

In una notte
ingentilita dal suono di campane
che non parlavano di morte
ti ho vista… nascere.

Goccia fra gocce
libero fiume… che sgorga
partorito… ancòra …dal ventre puro, della terra.

I tuoi salti
cascate… che …lasciavano in alto
olezzi di ipocrisie che sbarravano la via;
la tua gioia cercava e trovava
prati infiniti
illuminati da un sole che stringeva a due mani
e l’amore di tuo padre, di nuovo -
                    ancòra
ti donava la vita!

Due sollecitazioni alla riflessione, nel giorno della tumulazione del corpo simbolico di Eluana. Entrambe da cattolici né svogliati, né adulti [l’insulto che coglie i non allineati ad un certo clericalismo deteriore e stucchevole].

Il secondo, quello dei versi, cui si deve il titolo del post, è un parkinsoniano tra i più combattivi.

Link mapil simulacro|il feretro|ero mors tua, o mors|cattolici|magister

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basta capovolgere il senso delle parole
comunicate in pubblico,
per comprendere i suoi obiettivi privati


War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



Use OpenOffice.org




La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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