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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


28 marzo 2009

B2B

15 anni di berlusconismo sistematico. In realtà affermatosi dalla rottura del I Governo Prodi, nel 1998.

Dal 2001 meno di 2 anni concessi al II Governo Prodi, ed egemonia elettorale e di agenda alla destra. Per quasi 7 su
poco più di 8 anni titolare di maggioranze parlamentari schiaccianti [mai concesse a Romano Prodi].

L’Italia è migliore?
Si è in natalità o in denatalità?
Il clima sociale è più o meno civile?
Il razzismo è dilagato o è stato contenuto?
I diritti individuali sono più o meno tutelati?
Il potere d’acquisto reale delle famiglie è cresciuto o è verticalmente caduto?

La competitività italiana è aumentata o diminuita?
Lo Stato si espande – male – o si ridimensiona – bene - ?
La forbice tra oligarchie e classe media si è allargata o ristretta?
Ha ancora senso parlare di classe media?
Sono in atto processi d’impoverimento collettivo o di crescita e riassestamento di sistema?
La mobilità sociale è bloccata o efficace?
La tutela dell’istruzione come leva sociale è un valore o è sotto attacco?
La lotta alle mafie progredisce o è all’impasse?
Quanto pesa l’economia criminale sull’economia reale?
L’Italia si riforma o è in una spirale di controriforma?
L’uscita dalla crisi globale è al centro delle politiche governative?
Si punta su tecnologie ad alto valore di intelligenza o su settori di retroguardia ed inquinanti?
La net neutrality [che garantisce la libera circolazione delle idee e dei contenuti in internet e genera nuovi modelli di economia della conoscenza] è osteggiata o promossa?
L’eguaglianza delle chance, che ha permesso negli USA a Barack Obama di scalare la piramide sociale, è tutelata o sotto attacco?
La qualità della democrazia è più o è meno sostanziale?

Silvio Berlusconi è uno statista o un capopopolo?

Silvio Berlusconi arringa gli ospiti invitati alla I convention nazionale Pubblitalia PDL

click | B2B è l’acronimo di Business To Business, ma potrebbe tranquillamente essere traslitterato in Berlusconi 2 Berlusconi, da Berlusconi a Berlusconi. Cosa è cambiato nel paese in questi 15 anni vissuti pericolosamente, dalla discesa in campo del 26 gennaio ’94 ad oggi? In 21 domande, cui ognuno è libero di rispondere come vuole, un tentativo di analisi: la XXII le sintetizza tutte, ovvero conferisce un indice sintetico al bilancio che ciascuno ne rinviene ]

Link map: il corpo|il prezzo|il linguaggio


27 marzo 2009

Linea retta

click | Fare un viaggio - anche attorno al proprio isolato - significa attraversare un luogo con una storia e un'identità precisa. Raccontarlo e condiverlo con gli altri è il senso del blog lestradedelleparole. Immagini, fotografie, brani di autori amate dai contributori, che hanno illuminato un pezzo di città, un paesaggio nascosto, le nostre esperienze di viaggio e quant'altro ci passerà per la testa di raccontarci. Qualcosa ho raccontato anche io, lo riporto nel testo integrale e lo linko in quello superstite: in fondo il tema non è semplicemente il diario di viaggio, ma di viaggi. Di attraversamenti, di vite presenti e di crisi. Il tema in fondo è unico ]

Finis Terrae, capo Santa Maria di Leuca, nel Salento. Estrema punta del tacco.

Un palo piantato al centro del campo visivo. Sostiene un cavo elettrico. L’immagine è un mio scatto del 2003, ferragosto, a Finis Terrae, capo Santa Maria di Leuca. Estrema punta del tacco. Nel Salento impresso nelle parole, negli odori e nelle immagini di don Tonino Bello, sepolto una dozzina di chilometri affianco, all’interno, nel piccolo e ordinato cimitero di Alessano, suo paese natale. Lui che era un grande nuotatore, da bambino, ragazzo, seminarista, sacerdote. E vescovo. Di una città di mare 240 chilometri a nord. Molfetta. Il duomo affacciato nondimeno sul mare.

Mi è sempre piaciuta questa immagine. Intrisa di Mediterraneo. Accogliente e naturale, senza imbellettamenti posticci, lungomari naxos e rotonde fighette. Come in attesa di una novità, di una novella. Che può giungere solo dall’ignoto. Una novità di dentro? Può essere… Una novità da fuori? Facile…

In fondo è semplice, tre soli elementi: l’orlo, il mare, la linea d’orizzonte che sconfina tra mare e cielo. Ed a separare i quadranti un artefatto umano. E, dietro, il mio sguardo. Lo sguardo può tutto. Può definire una reazione o incastonare una gemma. Come in questa immagine. Può reagire alla fine di un mondo, come in queste settimane e mesi ed anni, o attardarsi sul feretro del defunto:

«A un altro disse: Seguimi. E costui rispose: Signore, concedimi di andare a seppellire prima mio padre. Gesù replicò: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu và e annunzia il regno di Dio. Un altro disse: Ti seguirò, Signore, ma prima lascia che io mi congedi da quelli di casa. Ma Gesù gli rispose: Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio [Luca, 9:59|62]».

Link map: strade narrate|chiarelettere|alessano|chiamatemi don tonino|ospitalità|orizzonti leucani|apocalittica


24 marzo 2009

Il ya longtemps que je t'aime | I zoi tu thanatu

Raccontare il tabù. I tabù. La morte, comare secca sullo sfondo delle nostre inquietudini. L’eutanasia alle soglie dell’amore più intimo e disperato. La più terribile delle prigioni è sopravvivere alla morte del proprio figlio, procurata: una prigione interiore negli occhi e nell’interpretazione [superba] di Kristin Scott Thomas.



I zoi tu thanatu, una vita della morte come quella che potremmo intuire in un’opera teatrale al debutto, il 31 marzo a Roma. Lamentazioni che sono elaborazioni del lutto, non estinzione, nell’anonimato. Silente perché non ha nulla da balbettare. Distratto dal logorio della vita abitata dall’horror vacui.

Link map: sconfini|pietas|lo scafandro|l'invenzione di morel


22 marzo 2009

Kill your idols



Dopo Facebook non è pensabile fare il blog esattamente come prima. E questo è il motivo per cui posto poco, col contagocce, pur avendo un’idea abbastanza precisa di cosa scrivere o pubblicare, giorno per giorno.



Il cambiamento c’è e ci sarà. Magari impercettibile. In nuce ed in fieri. Cercando di farne emergere il profilo per relata refero, per citazioni, rimbalzi, filtri e sedimento. Sotterraneo come sotterranea è stata l’ascesa di Barack Hussein Obama, prima di affiorare incontenibile all’epilogo del ciclo iperliberista [di cui non è saggio sacrificare tutto, con lieve riflesso liberatorio, autoconsolatorio ed autoassolutorio].



Con un omaggio a Giancarlo Siani, cronista della verità di gomorre già inferocite. Al rifluire della rapsodica elettrica esondazione punk. Contraltare al servilismo passivo, traccia durevole e remota del berlusconismo decadente di queste settimane e mesi. Un cadavere in avanzata fase di putrescenza.

Link map: libera|punk|branchi bestiali|roberto saviano


21 marzo 2009

Prima-vera

«Obama è molto positivo per gli Stati Uniti, che hanno pagato un prezzo terribile agli anni di Bush e sono arrivati alla fine del suo secondo mandato con il morale e il tasso di popolarità nel mondo più bassi che mai. Obama ha l’enorme merito di portare con sé una carica di entusiasmo e idealismo. La vera novità non è il fatto che sia nero; è il fatto che sia un intellettuale. Genere mai amato negli States».

Mario Vargas Llosa

Le anime dell'Iran di fronte ai piani d'attacco Usa [Amir Madani, marzo 2007]

[ click | Questo è il testo del messaggio che il presidente Americano Barack Obama ha inviato al popolo iraniano per celebrare il Nowruz, la festa del Nuovo Anno secondo l'antico calendario persiano influenzato dai riti zoroastriani. Nowruz, che coincide con l'equinozio di primavera, non è una festa islamica, ed è sempre stato mal tollerato dalla dirigenza della Repubblica islamica dell'Iran ]

«Oggi voglio fare avere i miei migliori auguri a tutti coloro i quali celebrano il Nowruz in tutto il mondo. Questa festa è insieme un antico rituale e un momento di rinnovamento, ed io spero che voi possiate godere di questo momento particolare dell'anno con i vostri amici e familiari.

In
particolare vorrei parlare direttamente al popolo e ai leader della Repubblica islamica dell'
Iran. Nowruz è solo una parte della vostra grande e celebrate cultura. Durante molti secoli la vostra arte, la musica, la letteratura e l'innovazione hanno creato un mondo migliore e più bello. Qui negli Stati Uniti la nostra comunità è stata favorita dal contributo degli Iraniano-Americani: sappiamo che voi siete una grande civiltà, e i vostri risultati hanno guadagnato il rispetto degli Stati Uniti e del mondo.

Per quasi tre decenni le relazioni fra i nostri due paesi sono state tese, ma durante questa festa ci viene ricordato del comune destino che ci tiene legati insieme. Voi celebrerete il vostro
Nuovo Anno nello stesso modo in cui noi americani ricordiamo le nostre feste, radunandosi in famiglia e con gli amici, scambiandosi doni e racconti, guardando al futuro con un rinnovato senso di speranza.

Queste celebrazioni custodiscono la promessa di un nuovo giorno, di nuove opportunità per i nostri figli, di sicurezza per le nostre famiglie, progresso per le nostre comunità e pace tra le nazioni. Sono speranze condivise, sono sogni comuni. Per questo in questa stagioni di nuovi inizi vorrei parlare chiaramente ai leader iraniani. Tra di noi esistono serie divergenze che si sono accresciute col tempo. La mia amministrazione si è impegnata a una diplomazia che risponda a tutte le questioni aperte tra di noi, per costruire legami costruttivi fra gli Stati Uniti, l'Iran e la comunità internazionale. Questo processo non andrà avanti fra minacce. Noi vogliamo invece un impegno che sia onesto e fondato sul rispetto reciproco.

Voi avete una scelta. Gli Stati Uniti vogliono che la Repubblica islamica dell'Iran assuma il suo giusto posto nella comunità delle nazioni. Voi avete quel diritto - ma questo comporta anche delle responsabilità, quel posto non può essere conquistato attraverso l'uso delle armi o del terrorismo: ma piuttosto con azioni pacifiche che dimostrino la vera grandezza del popolo e della civiltà iraniana. La misura di questa grandezza non è quella di distruggere, è la vostra consolidata capacità di costruire e di creare.

Per questo in occasione del Nuovo Anno, voglio che voi, il popolo e i leader dell'Iran, possiate guardare al futuro che noi vogliamo. E' un futuro di scambi rinnovati fra i nostri popoli, con maggiori opportunità di partnership e commercio. E' un futuro in cui le vecchie divisioni sono superate, in cui voi, I vostri vicini e in generale il mondo possiate vivere con maggiore sicurezza, in pace.

Io so che tutto questo non sarà raggiunto facilmente, ci sono coloro i quali insistono che le nostre relazioni continuino ad essere segnate dalle nostre differenze. Ma ricordiamoci delle parole che il poeta
Saadi pronunciò tanti anni fa: I figli di Adamo sono membri uno dell'altro, essendo stati creati in un'unica essenza.

Con l'arrivo di una nuova stagione ci viene ricordata la preziosa umanità che noi tutti condividiamo. E noi ancora una volta invochiamo questo spirito mentre facciamo la promessa di un nuovo inizio.

Grazie.
Eid-eh Shoma Mobarak [auguri per la vostra festa]».

Barack Hussein Obama

Link map
: welcome to obama for america|death cheney '07|security cabinet|fareed zakaria|obamerica


20 marzo 2009

Nel paese delle meraviglie

[ click | Silvio Berlusconi: Mi affido al buon gusto degli italiani ] 

Giulio Tremonti al Corriere della Sera, 18 marzo: “Eppure anche Bernini per il colonnato mi sembra abbia modificato le regole urbanistiche del centro storico romano”

Un piano [in più] equivale a bellezza dostojevskijana.

Link map: castità urbanistica|i vestiti nuovi dell'imperatore|il poema del grande inquisitore


19 marzo 2009

Il mistero del padre

[click | Un padre naturale, molto meno caricaturale di come si sia adusi a raccontarlo, un ebreo di grande finezza teologica. Si direbbe oggi un piccolo imprenditore. Ma nutrito dalla fierezza dell’educazione farisaica, fondata sull’amore per Dio e per il prossimo attraverso l’osservanza amorosa della Torah e dei comandamenti ]

Frère Ephraim, “Giuseppe di Nazaret. Il mistero del padre ”, isbn 88-7610-651-0 1998 [LA] Lem Ancora

Yosseph Ben Yaacov


Link map
: il prezzo|il corpo|la devozione


18 marzo 2009

Imposizione indiretta

No, a me non piace quello che faccio - replica il Cavaliere -. Lo faccio solo per senso di responsabilità. Mi fa schifo quello che faccio. Sono disperato....



Nel pieno della crisi peggiore degli ultimi settant'anni, Silvio Berlusconi predica ottimismo: Nessun dramma. Effettivamente il Cavaliere ha le sue ragioni per vedere rosa. Il gruppo del presidente del Consiglio può vantarsi di essere riuscito ad aumentare [di poco] la raccolta pubblicitaria [pari a 3 miliardi e 35 milioni di euro] nel 2008. Lo dicono le stime di Nielsen Media che L'espresso pubblica in esclusiva. Secondo questi dati, anche nell'anno in corso la corazzata Mediaset reggerà l'onda della recessione meglio dei competitori. Nonostante l'Auditel in ribasso e la crescita del concorrente Sky, la concessionaria Publitalia, guidata da Giuliano Adreani, riesce ancora a condire di spot i programmi delle reti guidate da Piersilvio Berlusconi e Fedele Confalonieri.

I grandi clienti, come Wind,
Infostrada, Barilla, Telecom Italia e Fiat non resistono all'appeal delle reti Fininvest. Nel primo anno del governo Berlusconi i primi 15 inserzionisti del nostro mercato hanno aumentato i loro investimenti su Mediaset di 30 milioni di euro mentre la Rai è rimasta al palo. Eppure le reti Mediaset hanno perso telespettatori sia nel prime time che nell'intera giornata.

Proprio quando Mediaset perde colpi, più della Rai, il gruppo del presidente del Consiglio aumenta le quote di pubblicità rispetto a viale Mazzini e agli altri media. La stessa situazione si pose nel 2002 e allora l'opposizione, sulla base di stime parziali, gridò al conflitto di interessi. L'espresso ha provato a ricostruire l'andamento della raccolta pubblicitaria per capire se davvero le aziende del presidente del Consiglio hanno beneficiato di una particolare attenzione delle imprese.

Nessun dramma. Nessun dorma, nda.


15 marzo 2009

Attacco al cuore dello Stato | Eya eya alalà

click | In centocinquant'anni di storia dello Stato italiano la politicizzazione del credito è stata più volte tentata ma non è mai avvenuta, neppure durante il Ventennio fascista quando l'emergenza della crisi portò al fallimento dell'intero sistema bancario e industriale, alla nascita dell'Iri e alla proprietà pubblica delle grandi banche ]

L'ultima trovata di questo disdicevole spettacolo consiste nel controllo politico del credito affidato ai prefetti dal ministro del Tesoro.
 

Converrà fare il punto su alcune perduranti stranezze della situazione italiana. Ne parliamo e le segnaliamo da molte settimane ma esse continuano a costellare il nostro cielo economico senza essere rimosse ed anzi ogni giorno altre se ne aggiungono a complicare ulteriormente il quadro d'insieme.

La più rilevante è il contrasto che oppone il ministro del Tesoro al governatore della Banca d'Italia. Il nostro è il solo paese in cui una così preoccupante contrapposizione si stia verificando. In una fase di tempesta per l'economia e la finanza, assistere ad un conflitto così inusuale tra le due maggiori autorità monetarie nazionali non è affatto rassicurante. Le banche e le imprese sono infatti in allarme e così pure le istituzioni di garanzia, a cominciare dal Capo dello Stato.

L'attacco parte dal ministro del Tesoro che ha tra i suoi obiettivi primari quello di erodere poteri e competenze alla Banca centrale all'insegna dello slogan del primato della politica. La crisi crea emergenze; queste richiedono interventi rapidi ed eccezionali. Quale migliore occasione per smantellare un'istituzione di garanzia, una magistratura economica che non trae il suo fondamento dal voto popolare e proprio per questo opera al di sopra delle parti e delle lobbies avendo di mira gli interessi generali del paese?

Il ministro del Tesoro si è costruito al tempo stesso un'ideologia e una forza politica. Il primato della politica è l'ideologia, lo smantellamento delle istituzioni di garanzia è l'obiettivo, la forza politica proviene dalle condizioni di emergenza, in parte reali ed in parte create artificialmente affinché gli obiettivi desiderati si realizzino rapidamente.

Questi obiettivi sono stati fin qui condivisi dal premier e da una maggioranza parlamentare ossequiente ad ogni richiesta e ad ogni spoliazione. Sembra ora che il premier cominci a nutrire qualche dubbio sui segreti pensieri e le coperte finalità del suo ministro del Tesoro, ma ormai la traccia è segnata ed è assai difficile cambiare percorso. Resistono nei modi più acconci a ciascuno di loro il presidente della Repubblica, il presidente della Camera, alcune banche e alcune imprese, l'opposizione politica con ritrovata incisività, alcune Regioni, le organizzazioni sindacali sia pure in ordine sparso. Resiste con sobria fermezza la Banca d'Italia.

L'opinione pubblica assiste, per ora distratta e passiva, ad uno scontro che dovrebbe invece coinvolgerla in prima fila poiché è degli interessi di tutti i cittadini che si discute ed è di essi che ci si appropria usandoli pretestuosamente a vantaggio delle proprie tesi e contro le tesi degli avversari. Ma esiste ancora un'
opinione pubblica? Oppure è già stata triturata e ridotta a poltiglia? Folla occasionale animata da notizie che le televisioni registrano ed eccitano sostituendole poi con altre emozioni, con la stessa facilità con la quale si cambia una veste e una maschera.

Link maptideland|waste land|colpire|der kommissar|archivi genchi|scalfari


11 marzo 2009

Rifondazione


370.561


gli italiani senza lavoro nei primi 2 mesi dell'anno.


Link map
crisi|a new era of responsibility|financial times

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Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
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ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






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FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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