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Ethos
l' Uomo in bianco e nero


Diario


31 agosto 2009

L'estate sta finendo


P
rima di dare a Feltri ciò che è di Feltri, bisognerà pur dire qualcosa anche su Dino Boffo, direttore dell’Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana. Cioè del quotidiano che non ha mai detto una parola contro le leggi vergogna, le corruzioni, i rapporti con la mafia, gli attacchi alla magistratura e alla Costituzione, i conflitti d’interessi del presidente del Consiglio, e s’è svegliato appena appena dal letargo soltanto quando s’è scoperto che il premier aveva una vita sessuale piuttosto intensa e poco compatibili con un partecipante al Family Day, sedicente difensore della famiglia tradizionale di Santa Romana Chiesa. Come se andare a puttane fosse più grave che trescare con stallieri e mazzette. Siccome abbiamo battezzato il nostro nuovo giornale Il Fatto Quotidiano, non possiamo certo ignorare il Fatto emerso dal cosiddetto scontro fra Feltri e il Vaticano.

 

E cioè che il direttore di Avvenire, che s’è fieramente opposto ai diritti per le coppie omosessuali, ha patteggiato a Terni una pena pecuniaria di 516 euro per aver molestato la compagna di un tizio che, secondo quel che risulta dagli atti giudiziari, aveva con lui una relazione omosessuale; e, per ottenere il ritiro della querela, ha pure risarcito con una forte somma la vittima delle molestie.

 

Che cosa c’è di vergognoso, allora, nello scoop del Giornale? Che cosa c’è che non funziona nella posizione di Feltri, il quale sostiene di aver scritto semplicemente la verità? Tre aspetti.

 

1. La notizia della condanna di Boffo è vecchia di cinque anni e circolava nelle redazioni da tempo, tanto che era già stata addirittura pubblicata su giornali e siti internet [il blog di Adinolfi anni fa e il settimanale Panorama a giugno]. Quando uno riceve una notizia, controlla se è autentica e se ha un interesse pubblico, poi la mette in pagina con il giusto rilievo. Ovviamente la notizia era vera e di interesse pubblico, ma non meritava il titolo principale della prima pagina. Perché pubblicarla [anzi, riciclarla] con quel rilievo e proprio ora?

 

2. Feltri, con la spudoratezza che gli è propria, l’ha spiegato nell’editoriale di accompagnamento. La Repubblica da tempo si dedica alla speleologia e scava nel privato del premier [come se la notizia che la moglie del premier lo definisce un malato e lo accusa di andare con le minorenni e quella che il premier è stato cliente di una prostituta poi candidata nelle liste del Pdl alle comunali di bari fossero notizie private, ndr] e l’Avvenire ha messo mano al piccone per recuperare materiale adatto a creare una piattaforma su cui costruire una campagna moralistica contro Silvio Berlusconi… Se il livello della polemica è basso, prima o poi anche chi era abituato a volare alto [Feltri!, ndr], o almeno si sforzava di non perdere quota, è destinato a planare per rispondere agli avversari.

 

3. L’articolo del Giornale riporta, oltre alla sentenza di patteggiamento, una cosiddetta nota informativa che accompagna e spiega il rinvio a giudizio del grande moralizzatore disposto dal Gip del Tribunale di Terni il 9 agosto del 2004… «Il Boffo - si legge - è stato a suo tempo querelato da una signora di terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione». L’altro giorno D’Avanzo aveva giustamente messo in dubbio l’esistenza di questa informativa: sia perché è impensabile che la Polizia di uno Stato democratico attenzioni, cioè schedi le persone per i loro orientamenti sessuali; sia perché è assurdo immaginare che un giudice alleghi all’ordinanza di rinvio a giudizio [a carico di un tizio ancora da giudicare in tribunale] una nota informativa che racconta il patteggiamento [avvenuto ben dopo il rinvio a giudizio]. Un anonimo, che nessuno sa da chi sia stato scritto, nè perché, nè in base a quali informazioni, che il Giornale ha consacrato falsamente con i crismi dell’ufficialità per sputtanare ulteriormente Boffo. Come se non lo fosse già di suo. Ma anche per intimidire tutti gli altri avversari del premier, cioè del Giornale.

 

Prima parola chiave: avversari. Feltri confonde gli avversari di Berlusconi con quelli di uno che, fino a prova contraria, dovrebbe essere un giornalista. Dunque smette di essere un giornalista e rivendica il diritto di randellare gli avversari del suo padrone.

Link map: feltrusconismo|vian-t-ico|antefatto


20 agosto 2009

Daily Prophet

I primi a poter leggere gli spot saranno, dal 18 settembre, gli abbonati di Entertainment Weekly di New York e Los Angeles, ma visti i costi di produzione degli schermi e dell’allestimento, difficilmente la copia con il video verrà inviata a tutti gli 1,8 milioni di abbonati.




When some readers of Entertainment Weekly open their magazines next month, they will discover characters from US television programmes speaking to them from a wafer-thin video screen built into the page.

The marketing experiment – which is being conducted by CBS, the US broadcaster, and Pepsi, the soft drinks maker – recalls the fantasy newspapers of the Harry Potter films and works much like a singing greetings card, with the video starting once a reader turns the appropriate page.



Link map: video-inchiostro|ftdotcom


18 agosto 2009

Nanda

[ click | ”Era superproibito quel libro in italia. Parlava della pace, contro la guerra, contro il capitalismo, contro in generale tutta la carica del convenzionalismo. Era tutto quello che il governo non ci permetteva di pensare, e mi hanno messo in prigione - i fascisti, ndr - e sono molto contenta di averlo fatto, amava ripetere Fernanda Pivano, in irriducibile ostilità al totalitarismo degli Auto da fé, devitalizzati, spossessati del rischio di vivere ]

La seconda edizione italiana porta la data del 9 marzo 1943. Fernanda Pivano racconta: «Ero una ragazza quando ho letto per la prima volta Spoon River: me l'aveva portata Cesare Pavese, una mattina che gli avevo chiesto che differenza c'è tra la letteratura americana e quella inglese»

Fernanda Pivano, 92 anni, donna di vita e cultura

Link map
commiato|spoon river|auto da fé|portrait|wiki-bio


17 agosto 2009

Reality schock

 

«Siamo entrambi pediatri - riferisce Antonio Iavarone -, io sono di Benevento e mia moglie di Bari, e ci siamo conosciuti al Policlinico Gemelli, all'inizio degli anni '90: lavoravamo entrambi al reparto di Oncologia pediatrica. Grazie alle nostre ricerche avevamo ottenuto un grande finanziamento da parte della Banca d'Italia. Ma a un certo punto ci siamo resi conto che non potevamo fare il nostro lavoro in Italia, e così ci siamo spostati in America, a New York, prima alla Albert Einstein, nel 2000, e poi alla Columbia nel 2002.

Il nostro caso è stato paradigmatico per quanto riguarda le caratteristiche, ma non è certo un caso isolato. Però non mi chieda altro, altrimenti ci dicono che facciamo sempre polemica. E invece noi adesso vogliamo parlare solo della nostra scoperta [il gene che svolge un ruolo chiave nello sviluppo delle cellule staminali e che è coinvolto anche nel più aggressivo fra i tumori del cervello, ndr], che ci fa essere molto speranzosi per gli sviluppi futuri delle cure».

Da noi la bravura non paga, s'intitolava l'articolo che per la prima volta parlava della vicenda. «Il primario di oncologia, il professor Renato Mastrangelo, ha cominciato a renderci la vita impossibile - raccontava nel 2000 a Elena Dusi Iavarone -. Ci imponeva di inserire il nome del figlio nelle nostre pubblicazioni scientifiche. Ci impediva di scegliere i collaboratori. Non lasciava spazio alla nostra autonomia di ricerca. Per alcuni anni abbiamo piegato la testa. Poi, un giorno, all'inizio del '99, abbiamo denunciato tutto».

Non mi è mai piaciuta la parola
meritocrazia, non perché non abbia valore ma perché, in Italia, apre nuove fratture in cui annidano le normali categorie del nepotismo e del familismo amorale, della raccomandazione non per via politica ma baronale, magari ammantata di fede pubblica, di etica iperconfessionale, e normale disprezzo del minimo canone di rispetto per i successi altrui, l’altrui potenziale umano e professionale: a Milano come a Messina [parlo per cognizione, non per relata refero, nda]. Peggio se a muoverlo, quel disprezzo, sono invidia e senso dell’intoccabilità. Meschino e - come racconta Iavarone - subdolo, fetido, opportunistico, inestricabile, imbattibile.

Conosco personalmente il prof. Iavarone e sono lieto abbia avuto - insieme a sua moglie Anna Lasorella - la forza di denunciare prima e ridicolizzare poi, nella ferialità del suo lavoro di persona al servizio delle persone, attraverso la fede nel proprio lavoro e nel proprio talento, ed una reale carità, esercitata ma non declamata, il paese realeIl cui leader più appropriato non potrebbe che essere Silvio Berlusconi, il sarto confezionatore del sogno a buon mercato e senza fatica, il reality shock più ordinario, l’ipnotizzatore che vellica e copre i tanti Renatini [in questo caso Mastrangelo, ndr], altrettanti epigoni impettiti ed in doppio petto del defunto capoclan della Magliana, con altri mezzi. In giro a piazzare prostitute e cocaina per distorcere il valore comunitario di una competizione dura ma leale. Oppure a promuovere segretarie, amanti e cortigiani ai massimi livelli istituzionali. O infarcire figli imbelli e nuore incapaci in qualunque ganglo vitale di una società ipocrita, liberticida ed autoassolutoria. Oltre che autolesionista: non un sistema in grado di comprendere la differenza tra interesse privatissimo e senso dell’alterità, a servizio del luogo pubblico, della comunità larga dei cittadini.

Al momento. Non è una condanna perpetua.


[ Celum stellatum distingue graficamente i post che recano l'opinione di Ethos ]

 

Link map
: welcome|home|worst|b2b|renatino|l'age d'or|renato|dietrich|com pàssus|celum


16 agosto 2009

Oltre ogni limite. Di ieri.

Quando Josefa Idem coglieva il primo dei 19 podii della sua ancora sontuosa carriera [medaglia di bronzo, il 10 agosto, alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 nel K2 500 m, in coppia con Barbara Schuttpelz] Usain Bolt non era ancora nato: verrà alla luce in Jamaica 2 anni dopo, a Trelawny, il 21 agosto 1986.
 


 

La quasi 45enne azzurra aveva appena vinto la medaglia di bronzo nella finale del K1 500 ai mondiali di canoa in corso a Dartmouth, in Canada [cedendo soltanto all'ungherese Katalin Kovacs, oro, ed alla tedesca Katrin Wagner Augustin, argento], quando Bolt si apprestava a polverizzare il già fantasmagorico 969 di Pechino 2008. Rendendo a portata di mano la facile profezia di primo velocista in grado di abbattere il muro simbolico dei 9 50 centesimi per correre, quasi in levitazione, 100 metri d’un fiato e 41 passi, in 9 58.
 

È il primo record della nuova era, o l’ultimo della vecchia.

Così come l’annunciata partecipazione della Idem alle Olimpiadi di Londra 2012 a 48 anni meno un mese, e salvo imprevisti ad un elevatissimo standard di competitività, dimostrerà quanto i limiti umani siano biologici ma sempre più correlati ad una longevità nutrita di metodo scientifico, programmazione, volontà e talento. Ove quest’ultimo prevale solo ai massimi livelli agonistici. Mentre il concetto di normalità è sempre ed in maniera via via più rilevante alla portata di masse di popolazione più ampie e geograficamente distribuite.

Link map: 10 agosto 1984|idem sentire|una luce di due decimi su dix|josefa
 


15 agosto 2009

Una creazione trasfigurata

[ click | La storia dipinta nell'icona è la seguente: un certo uomo che conduceva una vita peccaminosa era non di meno devoto alla Madre di Dio e ogni giorno venerava l'icona che aveva in casa, ripetendo le parole dell'Arcangelo Gabriele Ave Maria piena di Grazia. Un giorno mentre si accingeva ad andarsene, l'icona iniziò a sanguinare. Il peccatore cadde a terra piangendo ed esclamando: Signora chi ha fatto questo?. Dall'immagine della Madre di Dio uscì una voce che rispose: Tu ed altri peccatori che crocifiggono ancora mio figlio con i peccati commessi. L'uomo si pentì e venne perdonato, così ebbe l'esperienza di una grande gioia inattesa.

L'iscrizione in cirillico sul pannello sottostante l'immagine della Madre di Dio riporta il racconto di questo avvenimento. Di solito nelle icone di questo soggetto l'uomo viene raffigurato inginocchiato davanti alla Madre di Dio. In questa variante con l'uomo
in piedi si vuole riportare il momento in cui l'icona inizia a sanguinare ]

Antica Icona Russa Madre di Dio della Gioia Inattesa - Scuola di San Pietroburgo - Periodo fine 18° Secolo 1780/1800 circa - Questa icona raffigura un ambiente interno dove un uomo è in piedi davanti ad una grande icona della Madre di Dio che sorregge il bambino Gesù nella sua mano sinistra - Il bambino porta le ferite della crocefissione -

Ferragosto, giro di boa dell’estate, di un tempo di vacanza in bilico costante tra riposo e sovraesposizione del corpo, distensione e stordimento dello spirito, apertura e confusione della mente. E al cuore di questo tempo per l’uomo nella sua interezza, la festa forse più popolare tra quelle in onore della Vergine Maria: l’Assunzione [o dormizione, ndr]. Paradosso incomprensibile?


Fin dai primissimi secoli del cristianesimo la Chiesa ha percepito che in
Maryâm - colei che aveva generato il Risorto e, a nome della creazione intera, aveva accolto il Dio fattosi uomo - era prefigurato non solo il cammino ma anche la meta che attende ogni vivente: l’assunzione dell’umano, di tutto l’umano, nel divino.

Sì, Maria è icona e personalità corporativa del popolo dei credenti perché è la Figlia di Sion, l’Israele santo da cui è nato il Messia, ed è anche la Chiesa, la comunità cristiana che genera figli al Signore sotto la croce. Per questo il Veggente dell’Apocalisse l’ha contemplata come donna vestita di sole, coronata dalle dodici stelle delle tribù di Israele, partoriente il Messia [cf. Ap 12,1-2], ma anche come madre della discendenza di Gesù, la Chiesa [cf. Ap 12,17]. Così, la prima creatura a entrare anima e corpo - cioè con tutta stessa - nello spazio e nel tempo del Creatore non poteva essere che colei che aveva acconsentito a che il divino irrompesse nell’umano: spazio vitale donato dalla terra al cielo, la Vergine-Madre diviene germe e primizia di una creazione trasfigurata.


Maria
è creduta dalla Chiesa essere ormai al di là della morte e del giudizio, in quella dimensione altra dell’esistenza che non riusciamo a chiamare se non cielo.

Link map: assunzione BVM|dormitio|divinoumanità|vyseslavcev|trasfigurazione


14 agosto 2009

Earvin «Magic» 50

Il sorriso che smarcava il mondo, il più grande passatore e show-man nella storia del basket, o se preferite semplicemente Earvin «Magic» Johnson, compie 50 anni.

Il 7 novembre del 1991, quando si presentò alla stampa e ammise in diretta tv «Sì, sono sieropositivo all’Aids», pochi avrebbero scommesso di vederlo approdare alla mezza età. Invece l'ex prodigio di East Lansing, l'uomo che insieme a Larry Bird ha acceso la Nba negli Anni 80, è ancora vivo e sorridente. Il virus si è assopito dentro di lui. Con l'aiuto di un costoso cocktail di farmaci Magic è riuscito a ingannarlo per tutti questi anni, esattamente come faceva con gli avversari in campo: occhi da una parte, palla dall'altra, «no-look pass».

Palleggio ai 200 all'ora, finta a ubriacare la difesa, assist celeste per un gancione di Kareem Abdul Jabbar, una schiacciata di James Worthy o Bob McAdoo. Altruismo, intuizione, magia. E una risata che neppure Eddie Murphy. Se Michael Jordan è stato - probabilmente - il più grande,
Magic è stato - sicuramente - il più divertente. Gioia pura. Il Brasile dei canestri, un cucciolone alto 2 metri e 5 che giocava incredibilmente da playmaker e si portava a spasso in assoluta levità i suoi 103 chili da una costa all'altra del campo e dell'America, mostrando la palla, nascondendola dietro la schiena, sotto le gambe, comunque dove l'immaginazione degli avversari non arrivava.


Un Miracolo con mille tentativi di imitazione, tutti falliti.

Link map: earvin|il corpo|magic johnson|part 3 0f 8 


9 agosto 2009

Giudeo-cristiana

[ click | Dott.ssa Edith Stein docente all’Istituto tedesco di Pedagogia scientifica presso il Collegium Marianum di Münster: firma apposta alla lettera inoltrata dalla futura carmelitana a Pio XI, il 12 aprile 1933. 5 anni dopo, il 7 settembre 1938, il pontefice - apertamente ostile al nazismo - proferiva parole nettissime ad un gruppo di pellegrini belgi: Spiritualmente noi siamo semiti ]


Non si può dimenticare il fermo atteggiamento di Pio XI, che abbandona Roma al momento della visita di Hitler in quella giornata particolare, di esibizione di potenza assoluta

Padre Santo! Come figlia del popolo ebraico, che per grazia di Dio è da 11 anni figlia della Chiesa cattolica, ardisco esprimere al padre della cristianità ciò che preoccupa milioni di tedeschi. Da settimane siamo spettatori, in Germania, di avvenimenti che comportano un totale disprezzo della giustizia e dell’umanità, per non parlare dell’amore del prossimo. Per anni i capi del nazionalsocialismo hanno predicato l’odio contro gli ebrei. Ora che hanno ottenuto il potere e hanno armato i loro seguaci - tra i quali ci sono dei noti elementi criminali - raccolgono il frutto dell’odio seminato.

Le defezioni dal partito che detiene il governo fino a poco tempo fa venivano ammesse, ma è impossibile farsi un’idea sul numero in quanto l’opini one pubblica è imbavagliata. Da ciò che posso giudicare io, in base a miei rapporti personali, non si tratta affatto di casi isolati. Sotto la pressione di voci provenienti dall’estero sono passati a metodi più miti e hanno dato l’ordine che a nessun ebreo venga torto un capello.

Questo boicottaggio - che nega alle persone la possibilità di svolgere attività economiche, la dignità di cittadini e la patria ha indotto molti al suicidio: solo nel mio privato sono venuta a conoscenza di ben 5 casi. Sono convinta che si tratta di un fenomeno generale che provocherà molte altre vittime. Si può ritenere che gli infelici non avessero abbastanza forza morale per sopportare il loro destino. Ma se la responsabilità in gran parte ricade su coloro che li hanno spinti a tale gesto, essa ricade anche su coloro che tacciono.

Tutto ciò che è accaduto e ciò che accade quotidianamente viene da un governo che si definisce cristiano. Non solo gli ebrei ma anche migliaia di fedeli cattolici della Germania e, ritengo, di tutto il mondo da settimane aspettano e sperano che la Chiesa di Cristo faccia udire la sua voce contro tale abuso del nome di Cristo. L’idolatria della razza e del potere dello Stato, con la quale la radio martella quotidianamente la masse, non è un’aperta eresia? Questa guerra di sterminio contro il sangue ebraico non è un oltraggio alla santissima umanità del nostro Salvatore, della beatissima Vergine e degli Apostoli? Non è in assoluto contrasto con il comportamento del nostro Signore e Redentore, che anche sulla croce pregava per i suoi persecutori? E non è una macchia nera nella cronaca di questo Anno Santo, che sarebbe dovuto diventare l’anno della pace e della riconciliazione?

Noi tutti, che guardiamo all’attuale situazione tedesca come figli fedeli della Chiesa, temiamo il peggio per l’immagine mondiale della Chiesa stessa, se il silenzio si prolunga ulteriormente. Siamo anche convinti che questo silenzio non può alla lunga ottenere la pace dall’attuale governo tedesco. La guerra contro il Cattolicesimo si svolge in sordina e con sistemi meno brutali che contro il Giudaismo, ma non meno sistematicamente. Non passerà molto tempo perché nessun cattolico possa più avere un impiego a meno che non s i sottometta senza condizioni al nuovo corso.

Ai piedi di Vostra Santità, chiedendo la benedizione apostolica.

Link map: teresia benedicta a cruce|shoah|12 IV 1933|14 III 1937, mit brennender sorge


4 agosto 2009

Jean-Marie Vianney, nella cordialità dell'ascolto

[ click | Nel 150° anniversario dalla morte - dies natalis, nascita al cielo - del curato d'Ars, Jaen-Marie Vianney, si celebra il dono di questo parroco di campagna, profondamente capace di ascolto e com-pàssus, mosso dal cuore, nel confessionale e nella vita feriale ]
 

Giovanni Maria Vianney, curato d'Ars


Link map: com-pàssus|còrdis|jmv|sacerdotii nostri primordia|fileîs-me

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basta capovolgere il senso delle parole
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War is peace
La guerra è pace

Freedom is slavery
La libertà è schiavitù

Ignorance is strenght
L'ignoranza è forza



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La société du spectacle par Guy E. Debord


Secondo la definizione di Leonardo Boff, in Ethos mondiale

EGA 2000 ISBN 88-7670-394-2, €11,36:

Per ethos intendiamo l’insieme delle aspirazioni, dei valori e dei principi, che orienteranno le relazioni umane nei confronti della natura, della società, delle alterità, di se stessi e del senso trascendente dell’esistenza, Dio.



Si vis pacem para pacem

 

Questo blog è gemellato con Devarim [in ebraico Devarim sono le parole, o le cose].
La lettera ebraica che abbiamo insieme scelto per illustrare questo spazio in comune è bet
,la stessa che dà inizio al libro di Bereshit,in principio, il primo dei cinque che compongono la Torah [corrispondente al nostro libro della Genesi].



Ascolta radiofulmini

E fa zapping con Tv [spenta] med vridbar skärm, Luma, 1959 digitaladoptive


I blogleanno:

15 marzo 2005 | 15 marzo 2006


Il BIP®™ countdown è scaduto

Al 10 aprile 2006, ore 15:00, mancavano:
giorni
ore
minuti
secondi

Countdown memories   

- 14 y Del fisco me ne infischio [i numeri veri]

- 13 y Rottamazione [in]costituzionale [christians]

- 12 y Verso il Partito Democratico [di m. cacciari]

-  11 y La sconfitta [nella palude mediorientale]

- 10 y Impoverimento [la tassa occulta]

- 9 y Quote rosa [non è un pesce d’aprile]

- 8 y Mai, mai, mai! [Totus tuus ego sum Maria]

- 7 y Punta Perotti [lo spartiacque]

6 y sso ccontento…! [il ri-epilogo]

- 5 y Favole greche e leggende metropolitane [ici]

4 y Anche i ricchi piangono [o dei rovesci]

3 y Un giudice  [Fabrizio De Andrè, amico fragile]

- 2 y Per interesse  [contro il declino]

-  1 y La nomination [BIP® brother] 

0 y  L'identità mediale degli italiani [BIP® exit]


Questo blog aderiva alla campagna
"Salviamo la Costituzione. Aggiornarla non demolirla".

Contro la sottrazione di democrazia tentata dal governo dei pre-potenti.



Infopoint

La posta in gioco

Si sceglieva tra 2 modelli*:

il sistema che accoglie l'individuo,
non privo di limiti;

l'individualismo che rigetta la relazione
tra gli individui, la nega ideologicamente,
privilegiando la soluzione asociale.

Io scelgo e voto per una società che
sa trarre forza dagli individui
per costruire il sistema e lo scudo,
anche per i più deboli
, gli ultimi,
i meno muniti e più sprovveduti,
che non possono rimanere ostaggi,
in balia dei rapporti di forza
economici o politici;
e non delega la salvezza all'uomo, della provvidenza



banditore [ in un film già visto ].

*ma l'Unione non lo aveva capito.






[ charis community ]

FENICOTTERO SNODATO Un'esemplare di fenicottero rosa si accarezza compiaciuto il collo allo zoo di Francoforte in Germania (Frank May /Epa)

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