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Gore

Gore è un topic. È il cognome del defraudato vicepresidente USA. Colui che non fu sconfitto alla elezioni presidenziali USA del novembre 2000, attribuite dalla Corte Suprema a maggioranza repubblicana al suo avversario ed attuale presidente George W. Bush 

Il risultato oggetto di decisione, come spiegò bene l’obeso documentarista Michael Moore in Fahrenheit 9/11 [titolo che cita un romanzo science fantasy di Ray Bradbury], fu assegnato nonostante i palesi brogli elettorali che precedettero e seguirono l’attribuzione dello stato-chiave al rampollo teleguidato della dinastia paranazista Bush: la Florida ancora oggi governata da Jebb Bush, fratello minore e presumibile futuro candidato alla presidenza federale.

Se non interverrà nel frattempo qualche
forma d'impeachment a carico della junta petrolifera Cheney-Bush, a riscrivere la storia di questo primo scorcio di XXI secolo, secondo la tesi dell’altro topic: Gore Vidal.
 


Ma proviamo ad immaginare cosa sarebbe il mondo oggi, a parti rovesciate: Gore vincitore, An american idiot sconfitto.  

Probabilmente Giuliano Ferrara sarebbe partito lancia in resta per qualche guerra personale, insieme alla psicolabile depressa Oriana Fallaci ed ai nostri teo-cons all’amatriciana.

Certamente il tema dell’entropizzazione dell’ambiente sarebbe trattato con maggior riguardo, provando ad intervenire sulle cause indotte dall’iperconsumo umano del terzo scarso di popolazione mondiale abbiente e rammollita dal martellamento mediatico night & day
 

La guerra. Ci sarebbe stata ugualmente? Con la medesima intensità? O la dottrina imposta dal democratico Zbignev Brzezinski e mutuata dalla junta petrolifera Cheney-Bush non sarebbe sopravvissuta al mandato Gore?


Le menzogne dell'impero e altre tristi verità. Perché la junta petrolifera Cheney-Bush vuole la guerra con l'Iraq e altri saggi 

Ovviamente la politica d’armamento USA è stata sensibilmente rafforzata dall’attacco al WTC dell’11 settembre 2001. Tuttavia è presumibile che la nuova corsa all’armamento non sarebbe stata sostenuta dal peso politico della presidenza USA, molto più multilaterale ed aperta al contributo degli alleati europei.  

Al Gore avrebbe osservato una linea ed un approccio meno succubi all’interferenza della lobby della guerra infinita. O giustizia infinita, come in un primo tempo fu intitolata la ritorsione contro le basi afgane della secessione qaidista. Si può supporre. Con tutti i limiti e le cautele di una precaria conoscenza degli interna corporis.

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Pubblicato il 22/5/2006 alle 15.1 nella rubrica Politica.

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