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La buona autonomia di un partito a due piazze

No. La migliore di ieri non è stata la piazzata di Berlusconi che interviene con tutto il peso del suo curriculum, a difesa della Famiglia [che nel suo caso non si sa mai quale perimetro o concetto criminologico associ]. E a difesa della chiesa, contro la [presunta] aggressione laicista in atto. Lautamente ammorbidita dall’ottopermille peraltro. Se c’è attacco è tutto sommato munifico e da gran signori, mosso più dalle mariedefilippi che non da canaglie conclamate [somiglia molto a quello subito dalle sue aziende, i suoi affetti più cari, nell’ultimo ventennio].

No. La migliore di ieri l’ha ripetuta Fabio Mussi, icasticamente:

«Il PD - ha detto – è un partito a due piazze».

Verità sacrosanta.
Che dovrebbe garantirgli un certo successo.

Se sarà declinata con l’
autonomia che la politica con la P maiuscola deve mantenere, difendendosi dall’abbraccio mortale che viene mosso da P&P, dalla piazza & dai poteri. La buona politica ascolta, apre i canali della partecipazione e decide in autonomia, senza accodarsi o schiacciarsi su posizioni precotte quanto indigeste, o faziose, o indigeribili.

È questa la missione della politica con la P maiuscola.

Pubblicato il 13/5/2007 alle 9.18 nella rubrica GU Adinolfi '07.

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