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Mr. Death Cheney

Ogni sera tutti i documenti, gli appunti e le minute del lavoro del giorno vengono raccolte e chiuse in una cassaforte Mosler, alta un metro e ottanta, e gli elenchi dei visitatori vengono distrutti. La sua agenda resta il più possibile riservata, si rifiuta di fornire i nomi dei componenti del suo staff e perfino il numero di persone che lavorano al suo servizio. Da quattro anni nega ogni informazione sui documenti riservati in transito per il suo ufficio e anzi ha proposto di chiudere l'organismo di controllo. Tutto deve avvenire nell'invisibilità, senza fare rumore.

Dick Cheney
è l'uomo che ha inventato la vicepresidenza imperiale. Un ruolo nuovo, che non ha precedenti, che sfugge ai controlli e coltiva l'ossessione per la segretezza e il fastidio per le burocrazie e i contrappesi.

Da anni si dibatte sul ruolo del presidente degli Stati Uniti, sui suoi poteri, sugli organismi di controllo, sui rapporti di forza con il Congresso. Arthur Schlesinger Jr, il grande storico da poco scomparso, impose il termine "Presidenza imperiale" con uno tra i suoi libri più famosi, in cui analizzava la crescita del potere della Casa Bianca dai tempi di Roosevelt fino al tonfo di Nixon, quando grazie allo scandalo Watergate il Congresso diede battaglia per limitare la libertà d'azione del presidente.

Perché non ci sorprende?

Pubblicato il 25/6/2007 alle 15.39 nella rubrica Politica.

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