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Scegliere

Veltroni : Il Partito democratico dovrà saper corrispondere alle nuove domande. Al bisogno di libertà e di fluidità sociale di ceti sempre più mobili, coniugando queste esigenze con la ragione della sua stessa esistenza, e cioè la costruzione di una società in cui le capacità di ciascuno possano essere messe alla prova indipendentemente dalle condizioni di partenza. Di una società che "si prenda carico", che non sia cinica o egoista, che si ponga il problema che l'Istat ci ha appena detto essere intatto: la distanza tra chi sta molto bene e chi sta molto male, in Italia, non accenna a diminuire.

Una società dove la precarietà non sia la regola, dove non sia l'incertezza a segnare, a ferire, la vita delle persone.

E' la precarietà soprattutto dei giovani, dei nostri ragazzi, delle nostre ragazze. In un tempo fantastico della vita viene chiesto loro solo di "aspettare". Aspettare di avere un lavoro certo, un mutuo per la casa e, con questi, la possibilità di mettere su famiglia e avere dei figli. La vita non può essere saltuaria. La vita non può essere part-time. Un imprenditore può assumere così, all'inizio, ma poi spetta alla comunità rendere certo l'incerto, per il ragazzo e per l'impresa.

E' la lotta alla precarietà, la grande frontiera che il Partito democratico ha davanti a sé. Io qui oggi parlo non da uomo di partito e neanche da uomo di parte. Parlo da italiano.


Parisi ha ribadito la disponibilitá per : «una candidatura di servizio, per realizzare il progetto [il Partito democratico, ndr]. In assenza di candidati alternativi credibili, e penso innanzi tutto ai giovani, ai famosi giovani-giovani che ora dovrebbero scendere in campo per rappresentare idee alternative a questa dinamica, ho idea che sia costretto a candidarmi. Se nessun altro si fa avanti. Sempre che ce ne siano le condizioni e che si possa giocare ad armi pari: se il leader è giá deciso mi potete chiedere una candidatura di servizio, non la certificazione che sono un cretino! Chi parteciperebbe mai ad una gara della quale è stato giá proclamato il vincitore


Ciampi : "E' vero - dice il presidente emerito - mi ha fatto doppiamente piacere perché non me lo aspettavo. Prima che Veltroni parlasse avevo formulato un auspicio. Spero che il suo discorso servirà finalmente ad alzare il livello del dibattito politico italiano, che purtroppo in questi ultimi anni non ha brillato per spirito di equilibrio e per senso di responsabilità. Dopo averlo ascoltato, devo dire che le mie speranze non sono andate deluse".

Quello che a Ciampi è piaciuto di più, e non poteva essere diversamente, è il forte richiamo che il candidato segretario dell'Ulivo ha fatto ai due poli, perché scendano finalmente dal ring, e si rimettano a ragionare per il bene dell'Italia. "C'è finalmente sviluppata quell'idea di bipolarismo mite, e non più muscolare, che io stesso ho predicato, purtroppo a volte senza risultati, nel corso del mio settennato. Veltroni rappresenta una classe politica finalmente consapevole che il rispetto nel confronto politico, e la piena legittimazione tra tutte le forze in campo, è il vero sale della democrazia".

Pubblicato il 29/6/2007 alle 9.15 nella rubrica GU Adinolfi '07.

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