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Progetto Giovani Per Prestiti e Mutui

No, non sono diventato promotore finanziario di Intesa San Paolo. Né coautore dei testi della Gialappas che pubblicizzano mutui e prestiti per i lavoratori atipici, come vengono definiti i [tipici] precari a vita part-time, per citare Veltroni. Ma mi verrebbe spontaneo ripetere il battutone di Santin: “si, e ora crediamo pure a babbo natale...”

Ma il battutone è affiorato sulle mie labbra leggendo il
punto 1 del cantiere messo su da Daniele Capezzone, che cito alla lettera:

1. Fisco: tassa piatta al 20% . La rivoluzione fiscale è possibile

Passaggio progressivo, in 5 anni, ad un'aliquota unica (flat tax) del 20%. Il costo è coperto da una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) dell'1% annuo (5% in 5 anni), il che equivale a dire riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, dello 0,4% annuo (2% in 5 anni, dal 51 al 49%).
Va osservato che:
a. queste stime non tengono conto dell'assai verosimile effetto di recupero di gettito legato all'emersione di nuova base imponibile;
b. all'aliquota unica si arriverebbe per gradi, per cui fino all'entrata a regime (fino al 5° anno), i costi annualizzati sarebbero anche inferiori;
c. va prevista una rimodulazione del sistema delle detrazioni e delle deduzioni, nonché della no tax area, al fine di assicurare il rispetto del principio di progressività sancito dall' art.53 della Costituzione (riduzione delle detrazioni e delle deduzioni per le fasce di reddito più alte, e aumento per le fasce più basse).

Che va pure collegato al
punto 11:

11. Abolizione del sostituto d'imposta per i lavoratori dipendenti

Possibilità per il dipendente di optare per il versamento in proprio dell'imposta senza avvalersi del sostituto.

Ora, il fior fiore degli economisti, da FMI a OCSE a Commissione Europea, a BCE ci spiega da anni che la priorità italiana è ridurre il deficit e rientrare dal debito. Ed anche la più recente polemica accesa dalla destra, piuttosto approssimativa con gli equilibri di bilancio, non nega questa priorità. La stessa destra che ha lasciato in eredità conti che sfondavano per
1,8 punti percentuali il limite di Maastricht [rapporto deficit|PIL 3% + 1,8 d’eredità berlusconiana = 4,8%, cioè oltre il 60% il limite imposto dall’accordo europeo], nel silenzio di Almunia: che non trovava il fatto degno di censura se non nel concedere una dilazione che sarebbe stata messa all’incasso a carico del governo successivo, cioè quello in carica.

Insomma arriva Capezzone e ci dice che “
da una riduzione della spesa pubblica (al netto della spesa per investimenti e per interessi sul debito) dell'1% annuo (5% in 5 anni), il che equivale a dire riduzione della spesa pubblica complessiva, calcolata in rapporto al Pil, dello 0,4% annuo (2% in 5 anni, dal 51 al 49%)” genererebbe un gettito in grado di sostenere una flat tax al 20%.

Ma
[per citare un Carosello tra quelli cult] che forse c’ho scritto giocondo?!?

P.s.: sorvoliamo sulla presenza, tra i firmatari del manifesto, di
Michael Ledeen e l’ispirazione all’American Enterprise Institute, ovvero alcuni tra i promotori della dottrina shock and awe, o della guerra preventiva, che tanti disastri produce ancora in Iraq e nel mondo. Con l’unico vantaggio che per i prossimi trent’anni la destra americana sarà messa nell’angolo a meditare sulla propria interessata miopia, denunciata da subito da un pontefice accorto come Giovanni Paolo II. Il quale alla visita di Bush jr in Vaticano, in piena campagna presidenziale, dedicò la miseria di 15 minuti.

Miopia petrolmortifera ammessa appena oggi dal ministro della Difesa australiano, Brendan Nelson.

Pubblicato il 5/7/2007 alle 8.39 nella rubrica GU Adinolfi '07.

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