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Il mio grosso grasso matrimonio greco

Io ero già pronto a fare la mia parte come da manuale del buon cattolico dossettiano: firmo per la lista di Giulio Santagata e, presumibilmente, viro per la candidatura di Rosy Bindi. In subordine di Enrico Letta, che è pure un mio amico. Alla lontana ma sostanzialmente lo è. Oppure mi acconcio a sostenere la molto convincente candidatura di Uolter.

Poi si presenta questo
mio grosso grassocialtronesco scommettitore | biscazziere a sfilarmi la penna di mano. Coi suoi modi da elefante in un negozio di cristalleria. Manda a puttane la mia adesione prodiana e tutto finisce in matrimonio greco.

A fare che? Una firma per Adinolfi e via a piazzare bandiere sugli stipiti del portone d’ingresso al PD: più democrazia diretta e meno partito eterodiretto.

Nonostante le obiezioni del padre, che ha una mentalità decisamente all’antica [“Perché dovrebbe andare a scuola? È intelligente abbastanza per essere una ragazza!”]. In realtà, il padre di Toula vive fuori dal mondo: crede che il Ve[l]tr[on]ix [Vetrix è una specie di Glassex sgrassatutto] sia una sorta di rimedio miracoloso per ogni tipo di malattia e che i kimono siano stati inventati dai greci, insieme alla filosofia e all’astronomia
*.

Il contrario sarebbe un po’ come accreditare l’entropia di
Gus, il padre di Toula, contentissimo di vivere, e bene, nel suo mondo.

Allons enfants de la Patrie
. Le jour de gloire est arrivé. Contre nous de la tyrannie |: L'étendard sanglant est levé...

*Nella metafora, Toula è la ragazza intelligente abbastanza da non aver necessità della scuola, ovvero l'improcrastinabile riforma della politica. Gus, padre di Toula, la somma degli apparatchiki margosinistri.

Pubblicato il 25/7/2007 alle 7.59 nella rubrica GU Adinolfi '07.

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