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X07 Autonomia dell'arte | Tutti da Fulmini L’ULTIMOGIORNODELMESE

Il blog è una delle tante benedizioni dei tempi moderni, e siccome Aristotele ha mostrato che "l’essere umano è socievole” ed Eugenio Borgna ha dimostrato che “noi siamo un colloquio”, si può considerare addirittura la madre di tutte le benedizioni.

Seguendo il filo di questi pensieri Fulmini ha proposto ai bloggers che leggerete, che leggerai in ordine alfabetico, di incontrarsi L’ULTIMOGIORNODELMESE, pubblicando e discutendo l’uno accanto all’altro un breve post sull’evento da ciascuno ritenuto importante del mese in questione, dando così uno sguardo comune alla struttura del mondo mentre ci guardiamo negli occhi.

Tullio Pericoli: Cultura.

Biancaneve e la Follia della Verità

Il fatto
. Non si sono mica tutti scandalizzati. Anzi. «Fontana di Trevi Rossa». Finalmente! Evviva! Ha scritto domenica su La Stampa Ugo Nespolo, pittore e scultore della pop art, commentando il gesto dell'uomo col cappellino che ha versato nella fontana due litri di anilina.

Gesto rivendicato con tanto di volantino:
Ftm Azione Futurista 2007. Fascino antico, il mito che risorge: Balla, Marinetti, Boccioni, Depero. Così ora si scopre un po' futurista perfino Ennio Morricone, il grande compositore e premio Oscar alla carriera: «Quel tizio si merita una multa, ma ha avuto davvero un'idea geniale», confessa con voce allegra il musicista.


Il fatto. Making Differences, una rassegna d’arte contemporanea, ospita al museo di Storia di Stoccolma un’opera intitolata, programmaticamente, «Biancaneve e la follia della verità».

L’installazione [Snow White and the Madness of Truthmostra una vasca colma di sangue su cui galleggia un battello che reca sulla vela il volto della kamikaze ventinovenne suicida Henadi Jaradat, esecutrice della strage di 22 civili in un ristorante di Haifa il 5 ottobre 2003.

Gli autori sono due coniugi, lui l’israeliano Dror Feiler, lei svedese e di nome Gunilla Sköld Feiler. All’inaugurazione, il 17 gennaio 2004, è invitato l’ambasciatore dello Stato ebraico a Stoccolma, Zvi Mazel. L’installazione è al centro del cortile del museo, illuminata dai riflettori. Il diplomatico è profondamente scosso dall’opera, stacca la spina dei riflettori e la lancia nella vasca, provocando disorientamento tra gli accompagnatori e l’istantaneo corto circuito dell’impianto.

Mazel entra in
colluttazione con l’autore dell’opera, suo connazionale, ed è accompagnato fuori dal direttore del museo che lo aveva accolto. Il governo svedese esprime deplorazione per il gesto e convoca Mazel per ottenere chiarimenti. Mazel viene difeso dal ministero degli esteri di Tel Aviv che minaccia di boicottare la conferenza sui Genocidi
in programma dal 24 al 28 gennaio a Stoccolma, qualora l’opera non fosse immediatamente rimossa.



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Pubblicato il 31/10/2007 alle 8.3 nella rubrica Fine Arts Blog Museums.

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