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Ti ammazzano per strada

Ovvero perché questa destra mai mai mai avrà il mio voto.

A Tor di Quinto. Piacevolezze del centrosinistra
, sottotitola oggi il quotidiano della feccia d’Italia. Si chiama Libero, in quanto evaso dalla responsabilità di essere persona integrale [mai integralista], direbbe Maritain. Evaso dal dovere di civiltà formatosi con la sedimentazione cattolica nutrita non a colpi di slogan ma di atti, comportamenti, pietà popolare: l’Europa invocata da Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, Albino Luciani e Paolo VI, Giovanni XXIII ed i suoi predecessori, compresi i più controversi.

Già! Ma chi è
Jacques Maritain? Per il direttore feccetta nera potrebbe essere un meccanico della Renault F1 capitanata da Flavio Briatore. Capitanata, ma non caporalata, come alla pancia della peggiore sottocultura itavica piacerebbe, crogiolerebbe.

È noto che durante il governo del quinquennio e
3 crisi, e 100 deputati di maggioranza e 50 senatori, non esistessero più gli sbarchi dei disperati e l’immigrazione clandestina fosse stata debellata, non più stupri, efferatezze, delinquenza organizzata, mentre lo spaccio di cocaina era confinato alle stanze ministeriali. O forse erano diventate notizie solo di terza fila nella grancassa del ciarpame giornalistico di regimento: 5 televisioni nazionali su 7 controllate dal [fu] presidente del consiglio dei ministri, direttamente od indirettamente [negli anni delle piacevolezze sono scese da 5 a 4, un grande balzo in avanti].

Intanto in onore alla ditta
“legge & ordine” venivano sguarniti gli strumenti giudiziari di contrasto alla criminalità comune ed organizzata, rafforzati i sovradiritti alla difesa dal processo e non nel processo, varato l’indulto permanente chiamato Cirielli [l'altro ieri chirurgicamente corretto dai ddl confluiti nel pacchettosicurezza”], multati i reati finanziari e derubricati quelli societari: all’unico scopo di alleggerire le posizioni processuali della famiglia allargata Berlusconi & Previti & Dell’Utri.

Intanto si continua a convocare le piazze per sobillare vendetta, non a pretendere legalità. Ad agitare mostri non a costruire giustizia sociale. Ad invocare scorciatoie in luogo di politiche. Essere al fianco della polizia la domenica od a piazza San Giovanni, essergli contro tutti gli altri sacrosanti giorni dell’anno.

Indulto permanente per legge
, ex Cirielli: scorciata generale ai tempi di prescrizione in presenza d’un apparato giudiziario sottodimensionato e lasciato senza nemmeno uno straccio di sistema digitale [e con pc che nelle sedi periferiche, quando ci sono, dove ci sono, possono facilmente datare 7|10 anni]. In nome dell’ipocrisia che titola: sicurezza da morire. Legge rinnegata perfino dal suo primo estensore, che aveva già ritirato la firma dal testo approvato in aula.

Poi si pretende certezza della pena... Mi fate voltare lo stomaco. Mai apparterrò alla vostra gggente!



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Bisogna ringraziare la rom che ha denunciato il massacratore Romulus [Mailat] a Roma. Bisogna stringersi alla vittima, alle vittime, della mostruosità cha alligna nel non essere [non un'esclusiva di censo], nella rabbia e nell’esclusione, degradazione sociale. Ciascuno con le proprie parole. Bisogna costruire condizioni più equilibrate e meno egoiste di socializzazione. Bisogna opporsi al darwinismo sociale che avvita gli individui, li seleziona per colore della carta di credito [ma non per rispettabilità], li isola e li dispone l’uno contro l’altro, come contrapposti plotoni d’esecuzione.

Ma tutto questo è più difficile di un titolo partorito da un mostro e sparato in prima pagina con la falsa coscienza di un seviziatore abituale della pubblica opinione. Per abuso mediale di credulità popolare!

Pubblicato il 1/11/2007 alle 9.18 nella rubrica Strange days.

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