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L'ultimo miracolo di Giovanna

Nessuna immagine della vittima circolata nelle redazioni internet [ad eccezione di una fototessera che non sarò io a ripubblicare].
Rito interconfessionale concelebrato da un pastore valdese ed un sacerdote cattolico.
Nessuna telecamera in chiesa e nessuna concessione alla morbosità rovesciata sul silenzio raccolto dell’accompagnamento funebre.
Nessuna parola d’odio da parte dei familiari.
Decorosa compresenza della politica [nel solo perimetro delle esequie: non prima, non dopo].
Nessuna polemica astiosa e nessuno spazio alla xenofobia.
Nessuna indulgenza allo spirito di vendetta. Composta ma ferma attesa di giustizia e legalità.

[ click | Umarmung: un abbraccio. Egon Schiele dipinge questo soggetto erotico stupefacente a Vienna, nel 1917. Sono la vita e la morte nella loro inestricabilità, che l’artista riassumeva con le parole: «Tutto è morte-che-vive» ]


Umarmung: un abbraccio. Egon Schiele dipinge questo soggetto erotico stupefacente a Vienna, nel 1917. Sono la vita e la morte nella loro inestricabilità, che l’artista riassumeva con le parole: «Tutto è morte-che-vive».

Rom 12,16b - 21 «Non fatevi un’idea troppo alta di voi stessi. Non rendete a nessuno male per male. Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini. Se possibile, per quanto questo dipende da voi, vivete in pace con tutti. Non fatevi giustizia da voi stessi, carissimi, ma lasciate fare all’ira divina. Sta scritto infatti: A me la vendetta, sono io che ricambierò, dice il Signore. Al contrario, se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, ammasserai carboni ardenti sopra il suo capo. Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male».

Pubblicato il 5/11/2007 alle 21.12 nella rubrica Vita activa.

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