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Offret

« Sai, una volta, era molto tempo fa, il priore di un Monastero - si chiama Pamve - conficcò allo stesso modo un albero secco nella roccia e ordinò a un suo discepolo, il monaco Ioann Kolov, gli ordinò dunque di annaffiare ogni giorno quell'albero finché non fosse tornato in vita.

E per molti anni
, ogni giorno, alla mattina, Ioann riempiva un secchio d'acqua e si metteva in cammino. Per portare sulla montagna il secchio d'acqua ci voleva tutto il giorno, dall'alba al tramonto. Ogni mattina Ioann si incamminava verso la montagna col suo secchio d'acqua, annaffiava quel tronco senza vita e la sera, già col buio, rientrava al monastero
.

E questo per tre anni interi.


Finché un bel giorno andò come sempre sulla montagna e cosa vide?

Il suo albero tutto ricoperto di fiori!
»

Il film, ambientato in Svezia sulla piccola isola di Gotland, si è in realtà sviluppato in un altro senso. Di fronte agli agghiaccianti segnali di una catastrofe nucleare planetaria il protagonista, Aleksandr, un giornalista, già attore di teatro, laico, agnostico, si sente distrutto: torna a Dio, ripete piangendo le parole del Padre Nostro e si reca, secondo il messaggio di Otto, alla casa di Marija. Lì dopo una vera confessione, si unisce a lei. Si compie il miracolo.

Aleksandr si sveglia nella sua casa, tutto si è trasformato in un sogno, in un incubo. Cosi decide di tener fede alla promessa:

« Brucia tutti i ponti con il passato, distrugge la sua casa, lascia il figlio amatissimo e tace, svalutando definitivamente i discorsi dei contemporanei.
Aleksandr viene preso per pazzo: gli impongono la camicia di forza per il suo insano gesto
».

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Pubblicato il 23/3/2008 alle 11.11 nella rubrica Finis Terrae.

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