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Pidocchieria laureata

Aldo Moro è stato lo studente e il docente più illustre dell'Università di Bari.

Ma nel trentesimo anniversario della morte la sua facoltà ha voluto prendere le
distanze dallo statista democristiano rapito e ucciso dalle Brigate rosse. Il consiglio di Giurisprudenza ha bocciato la proposta di intitolare l'ateneo barese ad Aldo Moro, votando contro l'iniziativa portata avanti dal rettore Corrado Petrocelli.

Un fulmine a ciel sereno, che ha scosso il mondo accademico pugliese e non solo. Una decisione inaspettata che, a pochi giorni dallo scandalo degli esami venduti, ha riportato alla ribalta l'ateneo di Bari che ancora oggi ha l'antica intestazione: Università Benito Mussolini.

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Per tutta la sua vita, il suo linguaggio esprimeva una tale elevatezza di pensiero e di cultura, peraltro sempre aggiornati, da suscitare l’ammirazione sconfinata di alcuni e nel contempo la perplessità di altri che trovavano oscuro e contorto il suo linguaggio, che, invece, capace come era di esprimere la profondità delle questioni e la complessità delle situazioni trattate, non poteva che essere profondo e complesso.

L’Uomo Moro è stato uno straordinario esempio di serietà personale, di rispetto dei doveri di padre e di capofamiglia: le lettere ai familiari inviate dalla prigione delle B.R. basterebbero da sole a testimoniare la eccezionale profondità e delicatezza dei suoi sentimenti verso la moglie, i figli, i nipoti.

L’intellettuale Moro fu poi una sorta di recordman assoluto: laureatosi poco più che ventenne, in pochi anni diventava professore universitario sia di diritto penale che di filosofia del diritto.

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Pubblicato il 18/4/2008 alle 8.49 nella rubrica Il male oscuro.

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