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Il peso dei "nordisti"

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Quando si mette troppo a fuoco l’emigrazione rumena…

I "nordisti", coloro che si riconoscono, anzitutto nel Nord, hanno un profilo sociale e orientamenti politici e di valore piuttosto netti e definiti. Pesano di più fra i piccoli imprenditori, i lavoratori autonomi, i dipendenti del privato. Risiedono, in prevalenza, nei comuni medi e piccoli.

Sono più spaventati rispetto al resto della popolazione [il 63% di essi ritiene cresciuta la criminalità, in ambito locale, mentre la media generale è del 53%]. Non si fidano della giustizia e dei magistrati. Per cui sono favorevoli a pratiche di controllo dell'ordine pubblico fai-da-te, come le ronde [approvato dal 63% di essi]. Vedono il futuro incerto, diffidano degli altri.

Sono pervasi da una diffusa sfiducia nelle istituzioni dello Stato, ma anche - ancor più - nella Ue. Mentre confidano maggiormente nei governi locali: Comuni e Regioni. Percepiscono e riproducono un elevato grado di ostilità nei confronti del Mezzogiorno [dove, anche per reazione, è molto cresciuto il peso dell'identità meridionale].

Politicamente, sono prevalentemente di centrodestra. Il peso elettorale del Pdl è superiore alla media. Quello della Lega: triplo. Quello del Pd: la metà. Per contro, hanno attese economiche positive. In altri termini: economicamente solidi, socialmente insicuri. E diffidenti: delle istituzioni, ma anche degli altri.

Tuttavia, il nordismo non appare una sindrome anti-italiana. Il 22% di coloro che scelgono il Nord come primo riferimento territoriale indicano per secondo l'Italia. Ancora: il 64% di essi ha molta fiducia nel Presidente della Repubblica, Napolitano. Un dato minore rispetto alla popolazione totale [dove ha raggiunto livelli "ciampiani", superando il 70%]. Ma, comunque, molto elevato.

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Pubblicato il 15/6/2008 alle 9.53 nella rubrica Diario.

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