Blog: http://Ethos.ilcannocchiale.it

Morire di speranza

Appello promosso da:

Associazione Centro Astalli, Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Fondazione Migrantes, Caritas Italiana, ACLI.

[ click ]

Per 24 ore aggrappati alle gabbie dei tonni
 

Come in passato era accaduto a molti dei nostri migranti, anche oggi uomini e donne oltrepassano pericolosamente i confini dell’Europa, sperando di trovarvi rifugio e un avvenire per sé e per i propri cari.

 

Molti di loro provengono da paesi dell’Asia e dell’Africa e fuggono da gravi situazioni di diffusa insicurezza della vita. Li si chiama “clandestini” in maniera semplicistica e spesso non vediamo e non conosciamo il loro vissuto di dolore e di sofferenza, neghiamo loro la dignità, il rispetto e l’accoglienza che meritano. Molti entrano irregolarmente perché fuggono dalla guerra, dalla persecuzione, dalla corruzione, dalla fame, dalla sete, dalle catastrofi e gli è impossibile ottenere un visto regolare di ingresso.


La difficoltà crescente che trovano ad arrivare in Europa fa scegliere loro viaggi sempre più pericolosi, intrapresi per fuggire dalla terribile insicurezza dei loro paesi. Per questo tanti, sempre di più, muoiono, nei lunghi e pericolosi viaggi nel deserto, sulle montagne e nel mare. Solo nel Mediterraneo, dal 1 gennaio 1990 al 16 giugno 2008, si ha notizia che sono morti oltre 10.000 migranti.

 

Secondo stime accreditate altrettanti potrebbero essere periti durante il lungo viaggio prima dell’imbarco. Ancora due giorni fa, le cronache ci hanno raccontato di 40 morti e 100 dispersi nelle acque libiche di fronte alla Sicilia.


Come cristiani ci sentiamo interiormente lacerati di fronte a tanti morti, per lo più giovani, in cerca solo di una vita migliore. Ci sentiamo profondamente interpellati come cittadini italiani ed europei dalle drammatiche immagini di profughi attaccati, con tutte le loro forze, alle reti per la pesca dei tonni, nel tratto di mare che separa l’Africa dall’Italia.


Avvertiamo come una domanda ineludibile i volti di uomini, donne e bambini, stremati e segnati da vicende e viaggi terribili.

 

Chiediamo a tutti coloro che hanno responsabilità istituzionali e a tutti le persone di buona volontà di rendere possibile politiche di solidarietà, di accoglienza e di rispetto verso i richiedenti asilo e i migranti.

Chiediamo che venga attuata una politica lungimirante di cooperazione allo sviluppo, particolarmente verso l’Africa, che aiuti concretamente tanti giovani a rimanere nei loro paesi per contribuire al loro sviluppo.

 

Ci impegniamo a mantenere vivo nella nostra società uno spazio di umanità dove si possa riconoscere e accogliere questi uomini e queste donne come fratelli e sorelle.

 

Roma, 19 giugno 2008


Il Papa continua a tacere. E s'intrattiene amabilmente col Sindaco di Roma. Che plaude alle leggi razziali a protezione dei bambini soggetti a schedatura etnica.

Link map: selasonocercata|bXVI|tonnati|altritalia|polizia etnica|bIV|gmr08|appello|linea della fermezza

Pubblicato il 28/6/2008 alle 23.24 nella rubrica La notte della Repubblica.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web