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Dismorfofobia

Per Danielle Nulty, 26 anni, di Stafford, l’incubo invece non passa mai.

Bionda, pelle di velluto e fisico mozzafiato, Danielle non ha nulla che non va. Eppure, guardandosi allo specchio, vede riflesso un mostro. Rughe profonde e zampe di galline le segnano il volto facendola somigliare
«alla strega di Biancaneve», almeno è questo il paragone che lei usa sulle pagine del «Daily Mail». Solo dopo undici anni di sofferenze e pensieri suicidi, le è stato diagnosticato il disturbo di dismorfismo corporeo o dismorfofobia.

Ora è in cura con antidepressivi, non è guarita ma riesce ad avere una vita normale:
«Finalmente - dice - ho imparato ad accettarmi per quella che sono».

Nercisse ambigramme: il segno grafico tracciato da un ambigrammista forma una scritta [logotipo] che può essere letta in più di un modo. Sono ambigrammi, ad esempio, parole che possono essere lette anche se riflesse in uno specchio [cioè leggendole da sinistra a destra e viceversa], sia assumendo il medesimo significato per entrambi i versi di lettura [come per i palindromi] sia assumendo differente significato.

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L’acedia fa crollare l’edificio della propria persona e, in particolare, provoca un’enorme insofferenza verso lo spazio in cui si vive, a partire da quello del proprio corpo: non si sa più dove mettersi, si vorrebbe cambiare pelle.

I sette peccati capitali, secondo Hieronymus Bosch.

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Pubblicato il 22/7/2008 alle 20.58 nella rubrica Strange days.

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