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Bush fatigue

Con questi frammenti ho puntellatole mie rovine [T.S. Eliot, "La Terra Desolata" : V Ciò che disse il tuono | epilogo]

Poliziotto buono, poliziotta cattiva. Leggetele le labbra: è questa la divisione dei compiti tra maverick ed il pitbull col rossetto. John è il centrista che parla agli indecisi, Sarah la buona mamma repubblicana di destra della destra della destra. Con una certa destrezza. Quella cara ai cristiani d’America, vera base elettorale per puntellare il social divide dell’era Bush II: squassando il melting pot a stelle e strisce, erodendo la classe media e blindando la top class dei billionaires.

La differenza la farà la percezione che la working class avrà della propria povertà. Della disoccupazione crescente. Della riduzione del proprio potere d’acquisto. Dell’aumento dei carburanti alla pompa, che per la prima volta incide sulle abitudini di consumo e sul rinnovo del parco auto circolante. Ma anche della stanchezza per politiche di guerra al servizio di una sola categoria, paleozoica: i petrolieri [la junta, come la definì plasticamente Gore Vidal; «La guerra in Irak sia volontà di Dio», incalza Sarah Palin].

Al centro la medesima suggestione: paura contro cambiamento. Change, America.

The billionaires are in the [White, ndr] House, recita la cover del CD

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Pubblicato il 5/9/2008 alle 10.40 nella rubrica moleskine.

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