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Concezione immacolata

[ click: particolare della Vergine Annunciata, secondo Antonello da Messina | 1476 ca, tempera e olio su tavola, 45 x 34,5 cm, Palermo, Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis ] 

La tavola fu eseguita secondo alcuni studiosi verso il 1474, in considerazione delle analogie con l’Annunciazione di Palazzolo Acreide, dipinta in quell’anno. Altri suggeriscono la data del 1476-1477 per la perfetta sintesi prospettica e formale ai limiti dell’astrazione e gli esperimenti spaziali riconducibili alla produzione posteriore al secondo soggiorno veneziano del pittore, documentato al 1475

«Santa Maria, donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi.

Santa Maria, donna dei nostri giorni, liberaci dal pericolo di pensare che le esperienze spirituali vissute da te duemila anni fa siano improponibili oggi per noi, figli di una civiltà che, dopo essersi proclamata postmoderna, postindustriale e postnonsoché, si qualifica anche come postcristiana.

Mettiti, allora, accanto a noi, e ascoltaci mentre ti confidiamo le ansie quotidiane che assillano la nostra vita moderna: lo stipendio che non basta, la stanchezza da stress, l’incertezza del futuro, la paura di non farcela, la solitudine interiore, l’usura dei rapporti, l’instabilità degli affetti, l’educazione difficile dei figli, l’incomunicabilità perfino con le persone più care, la frammentazione assurda del tempo, il capogiro delle tentazioni, la tristezza delle cadute, la noia del peccato...

Facci sentire la tua rassicurante presenza, o coetanea dolcissima di tutti.

E non ci sia mai un appello in cui risuoni il nostro nome, nel quale, sotto la stessa lettera alfabetica, non risuoni anche il tuo, e non ti si oda rispondere:
Presente!.

Come un’antica compagna di scuola
».

Don Tonino Bello

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Pubblicato il 8/12/2008 alle 8.47 nella rubrica Maryâm.

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