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Eluana ancòra

[ click | ”Se non si avverte una cocciuta e divampante resistenza come parte della tragedia, se i cristiani sono costretti dalla parte dello spettatore o consegnati a un florilegio di retoriche o a una presenza orante ma non potente, sono guai.


Questa frase - non vi dico di chi è, per ora -, al netto di successive considerazioni che l'autore fa sulla forza della
invisibilità cristiana, e intendendo qui con potente non tanto il potere della gerarchia e dell'istituzione, quanto quello della promozione culturale, della persuasione anche pubblica, dello sforzo educativo e della capacità di condizionamento che ne proviene, mi ha fatto riflettere e subito pensare a voi ]


A Paluzza, un momento dei funerali di Eluana Englaro, celebrati con rito cattolico

In una notte
ingentilita dal suono di campane
che non parlavano di morte
ti ho vista… nascere.

Goccia fra gocce
libero fiume… che sgorga
partorito… ancòra …dal ventre puro, della terra.

I tuoi salti
cascate… che …lasciavano in alto
olezzi di ipocrisie che sbarravano la via;
la tua gioia cercava e trovava
prati infiniti
illuminati da un sole che stringeva a due mani
e l’amore di tuo padre, di nuovo -
                    ancòra
ti donava la vita!

Due sollecitazioni alla riflessione, nel giorno della tumulazione del corpo simbolico di Eluana. Entrambe da cattolici né svogliati, né adulti [l’insulto che coglie i non allineati ad un certo clericalismo deteriore e stucchevole].

Il secondo, quello dei versi, cui si deve il titolo del post, è un parkinsoniano tra i più combattivi.

Link mapil simulacro|il feretro|ero mors tua, o mors|cattolici|magister

Pubblicato il 12/2/2009 alle 14.41 nella rubrica Dialoghi.

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