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Earvin «Magic» 50

Il sorriso che smarcava il mondo, il più grande passatore e show-man nella storia del basket, o se preferite semplicemente Earvin «Magic» Johnson, compie 50 anni.

Il 7 novembre del 1991, quando si presentò alla stampa e ammise in diretta tv «Sì, sono sieropositivo all’Aids», pochi avrebbero scommesso di vederlo approdare alla mezza età. Invece l'ex prodigio di East Lansing, l'uomo che insieme a Larry Bird ha acceso la Nba negli Anni 80, è ancora vivo e sorridente. Il virus si è assopito dentro di lui. Con l'aiuto di un costoso cocktail di farmaci Magic è riuscito a ingannarlo per tutti questi anni, esattamente come faceva con gli avversari in campo: occhi da una parte, palla dall'altra, «no-look pass».

Palleggio ai 200 all'ora, finta a ubriacare la difesa, assist celeste per un gancione di Kareem Abdul Jabbar, una schiacciata di James Worthy o Bob McAdoo. Altruismo, intuizione, magia. E una risata che neppure Eddie Murphy. Se Michael Jordan è stato - probabilmente - il più grande,
Magic è stato - sicuramente - il più divertente. Gioia pura. Il Brasile dei canestri, un cucciolone alto 2 metri e 5 che giocava incredibilmente da playmaker e si portava a spasso in assoluta levità i suoi 103 chili da una costa all'altra del campo e dell'America, mostrando la palla, nascondendola dietro la schiena, sotto le gambe, comunque dove l'immaginazione degli avversari non arrivava.


Un Miracolo con mille tentativi di imitazione, tutti falliti.

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Pubblicato il 14/8/2009 alle 16.16 nella rubrica Vita activa.

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