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Un vestito incandescente

Proprio oggi, qualche ora fa, Mangino Brioches annotava:

I morti scendono leggeri come fumo dalle montagne, ci vengono a trovare mentre noi siamo intenti a cucire costumi da zucche vuote, e non ci voltiamo in tempo, e non riusciamo a vedere il loro riflesso capovolto nella buccia lucida della castagna.
 
Non sapeva che la vita nella carne di Alda Merini si stava spegnendo, nel giorno di tutti i santi, non in quello dei morti, consumata dagli estremi spasmi di un tumore osseo, ultima incarnazione del male che percorre ogni esistenza. Ed in lei si trasfigurava in un vestito incandescente, assumendo l’impronta della poesia:
 
«Ecco il cambiamento della materia, che diventa fuoco, fuoco damore per gli altri: anche per chi ti ha insultato».

Il mio passato
 
Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che e’ passato 
e’ come se non ci fosse mai stato.
Il passato e’ un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
 Il passato e’ solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.

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Pubblicato il 1/11/2009 alle 18.46 nella rubrica Via.

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