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Berakhà

Ariel Sharon, già fondatore del Likud, il partito di maggioranza alla Knesset, promuoverà una nuova formazione politica in Israele. Lasciando il Likud all’oltranzismo di Bibi Netanyahu si sottrae alla morsa dell’ultra-destra isreaeliana, colpevole dell’omicidio, dieci anni fa, dell’allora premier e premio Nobel per la pace Yitzhak Rabin.
Anche il duro Sharon, il mandante della strage di Sabra e Chatila [costato nel 1982 oltre 1.390 vittime civili nel campo profughi palestinese di Beirut], si avvia sulla strada tracciata dall’arcinemico leader laburista Rabin.
Non c’è alternativa alla pace se non svincolandosi al ricatto dei fondamentalisti sionisti. Che a loro volta legittimano e sono legittimati dalle rivendicazioni dell’ala dura dell’intifada palestinese. Gli opposti estremismi vanno a braccetto, sempre. Si alleano contro la ragionevole, mite ricerca di una pace quotidiana e durevole. Questa decisione potrebbe segnare un punto di non ritorno nella storia di Israele e Palestina, e per questo è degna di ogni benedizione.

Pubblicato il 21/11/2005 alle 11.38 nella rubrica Finis Terrae.

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