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Smoking gun

Riporto il link al  testo integrale del discorso del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al Congresso degli Stati Uniti - Washington, 1 marzo 2006


Quello che nel "discorso" non c’è:

la smoking gun per giustificare la guerra in Iraq fu fornita dai servizi segreti italiani al riluttante [e poi sostituito] Segretario di Stato Colin Powell. Cioè la politica estera italiana è corresponsabile della mistificazione che ha reso accettabile, all’opinione pubblica americana, l’iniziativa dei guerrafondai che siedono ai vertici dell’amministrazione USA [e getta].

12 settembre 2002. In edicola arriva Panorama. Nel lungo servizio titolato "La guerra? E' già cominciata", si raccolgono le rivelazioni decisive e inedite al mondo sul riarmo nucleare iracheno. Nessuno ha ancora parlato di uranio. Tantomeno di 500 tonnellate. Lo farà per la prima volta Tony Blair, ma soltanto il 24 settembre 2002. Due settimane dopo l'incontro Pollari-Hadley. Dodici giorni dopo lo "scoop" di Panorama. Il dossier di 50 pagine del governo di Londra afferma che l'Iraq sta cercando di acquisire uranio in Africa. Blair sostiene che "l'Iraq ha cercato di comprare significative quantità di uranio da un paese africano nonostante non abbia nessun programma di nucleare civile che lo richieda". Ancora oggi, il ministro degli Esteri inglese, Jack Straw, ripete che il "dossier italiano" non era l'evidenza che ha giustificato queste parole; che l'MI6 è in possesso di intelligence acquisita precedentemente. Queste "evidenze" non sono mai saltate fuori. "Se saltassero fuori - dice a Repubblica una fonte di Forte Braschi e sorride - si scoprirebbe facilmente e con qualche rossore che è intelligence italiana raccolta dal Sismi alla fine degli anni '80 e condivisa con il nostro amico, Hamilton Mac Millan".



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Ma anche questo era stato già scritto.

Pubblicato il 3/3/2006 alle 13.4 nella rubrica La notte della Repubblica.

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