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Punta Perotti [lo spartiacque]

Che il segnale sia arrivato dal Sud è un elemento che ha valore in sé: l’abbattimento delle imponenti volumetrie abusive ed a pelo d’acqua di Punta Perotti, a Bari, mi pare uno spartiacque assai efficace tra il prima ed il dopo.

È il
simbolo della divisione che taglia in due gli schieramenti in campo e [probabilmente] anche l’elettorato, nelle sue componenti più ampie.

Lo sconcio della distruzione sistematica della costa italiana, in barba alle leggi, come pure ha sottolineato qualche giorno fa l’
Unesco, che per una volta [grazie alla buona giurisprudenza] impone una capitolazione a quell'imprenditoria di rapina, priva di regole e scrupoli, che toglie a tutti per alimentare solo se stessa. Niente a che vedere né con economie di mercato funzionanti, né col pensiero liberista.

Così si presentava Punta Perotti prima della demolizione (Ansa)


Ma quell’
implosione, promessa mantenuta di un’amministrazione ulivista che succedeva a diversi lustri di sonnacchiose giunte targate CDL [le quali mai hanno mosso un dito contro lo sfregio reso ad una promenade così tipicamente urbana e mediterranea], ricalca paro paro anche le scelte di campo dei due schieramenti:

chi difende l’
evasione fiscale e chi la protegge;

chi parla di tutela della famiglia e chi la difende nel borsellino;

chi sposta risorse dai più poveri ai più ricchi e chi combatte l’erosione del potere d’acquisto delle componenti medie e basse della piramide sociale;

chi ha portato divisione per difendere rendite personali e chi vuole immettere concorrenza in tutti i settori dell’economia italiana;

chi ha aumentato il deficit pubblico, rovesciando sulle spalle dei più giovani il costo delle proprie inefficienze ed inettitudini, e chi quel debito lo aveva messo sotto controllo [il presidente Ciampi].

Ai ritmi di rientro imposti dalla legislatura ulivista, l’avanzo primario [azzerato dalla finanza creativa di Tremonti] avrebbe consentito di eliminare tutto il debito pubblico italiano in una ventina d’anni.

L’eredità è quella descritta da
Luca Ricolfi stamane dalle colonne della Stampa.

Pubblicato il 3/4/2006 alle 19.24 nella rubrica Apologhi.

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