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Contro la repubblica degli scrittori

Nell'ultimo Novecento non pochi intellettuali e opinionisti hanno scritto sulle radici e sul destino degli italiani.
 

Partendo dal ruolo che le tecnologie della comunicazione hanno assolto nel processo di costruzione della nostra realtà, la scelta di Alberto Abruzzese e Germano Scurti è quella di ragionare stando dentro ai media per sostenere quanto la nostra cultura, pur con diversi punti di vista ideologici, resti inchiodata al passato.
 

Lo dimostrano la recente sconfitta elettorale e le scelte tutte politiche del centrosinistra che, insistendo sui valori della tradizione, sulle forme istituzionali dello stato nazionale, sui vecchi strumenti identitari delle politiche moderne, hanno ignorato i processi reali da governare, quella svolta sostanziale della società post-moderna per cui, appunto, l'identità mediale ha superato l'identità nazionale.
 

Nel mettere in luce i motivi che sono alla radice del fallimento, il saggio si oppone dunque in modo radicale alla "repubblica degli scrittori" sollecitando l'identità che oggi, attraverso i mass media e la televisione di consumo, transita verso i new media.



L’identità mediale degli italiani


[luglio 2001] isbn 88-317-7755-b

Pubblicato il 11/4/2006 alle 10.24 nella rubrica Politica.

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